In viaggio col taccuino

Oggi vi presentiamo Che paesaggio! Disegnare all'aria aperta di Marta Sironi e Pia Valentinis, nuova uscita della Piccola Pinacoteca Portatile dedicata alla pittura en plein air, ovvero alla pratica della pittura del paesaggio qualunque esso sia: marino, urbano, montano, campestre, desertico, fantastico... Lo facciamo attraverso le parole di Marta Sironi, autrice dei testi e ideatrice, insieme a Pia, del libro. In questo post, Marta riflette sulla funzione di questa forma d'arte, da una parte ricordando una recente esperienza all'università d'arte, design e architettura di Quito; dall'altra, guardando sua figlia mentre in automobile disegna il paesaggio che scorre attraverso i finestrini. E chiedendosi: che rapporto si può stabilire, attraverso il disegno e la scrittura, con i paesaggi che avviciniamo e quelli che ospitiamo dentro di noi?

[di Marta Sironi]

A novembre sono stata in Ecuador per collaborare alla Facoltà di architettura, design e arte dell’Università Cattolica di Quito. Come spesso succede, i viaggi e le immersioni lavorative in una realtà molto diversa dall’abituale ci permettono di guardare le cose secondo una diversa prospettiva. Mi è parso di stare un mese sulla testa e con le gambe all’aria: percepivo, per esempio, per la prima volta, la storia e la storia dell’arte fuori dalla prospettiva europocentrica.

Marta Sironi, Pia Valentinis, Che paesaggio! Disegnare all'aria aperta.

Nell’atmosfera di scambio e reciproca curiosità di quel contesto ho avuto finalmente la possibilità di sperimentare un’idea che mi vagava nella testa da tempo, ma che non avevo ancora avuto occasione di mettere in pratica in Italia. Lavorare cioè con la collana PiPPo (Piccola Pinacoteca Portatile) non solo coi bambini quanto piuttosto con ragazzi che si stanno formando come artisti, architetti e designer. Mostrando i volumi agli insegnanti è stato subito chiaro come questa collana possa costituire uno strumento di avvicinamento a temi e artisti per i ragazzi non così familiari. Uno strumento reso particolarmente attraente dalla varietà delle interpretazioni, ma anche per i suggerimenti operativi che vi si trovano, a loro volta interpretabili secondo l’età. Ma di questo speciale viaggio tornerò a parlare presto, mostrando alcuni dei lavori degli artisti ecuadoregni che hanno partecipato alla scorsa edizione di Pippo non lo sa.

Marta Sironi, Pia Valentinis, Che paesaggio! Disegnare all'aria aperta.



Oggi, avendo tra le mani il nuovo PiPPo – Che paesaggio! Disegnare all’aria aperta, illustrato da Pia Valentinis – mi è tornato in mente quel viaggio, per lo speciale rapporto che si può stabilire, attraverso il disegno e la scrittura, con i nuovi paesaggi che avviciniamo. Ne ho avuto riprova durante le vacanze pasquali, quando, dopo cinque ore di macchina in un traffico allucinante e una calura fuori del normale, le bambine stavano iniziando a innervosirsi. Con il volume alla mano, e avendo a disposizione una biro nera e una viola, ho detto a mia figlia Teresa: «Disegna quello che vedi dal finestrino!»

Marta Sironi, Pia Valentinis, Che paesaggio! Disegnare all'aria aperta.

Aprendo la prima pagina del volume, Teresa ha disegnato sulle pagine bianche del taccuino che Pia Valentinis consiglia di portare sempre in viaggio con qualche strumento di lavoro (ma all’occorrenza può venire utile anche il rossetto e il tovagliolo di qualche bar o un biglietto del tram…). L’effetto calmante è stato immediato, ma guardando poi il disegno mi sono resa conto che si trattava della perfetta sintesi di quello che Boccioni avrebbe definito ‘stati d’animo’. Mettendo a frutto astratte definizioni imparate nell’ora di religione – cose naturali, cose antropiche – Teresa, nove anni, ha genialmente associato alle prime l’attesa spasmodica di raggiungere la campagna toscana dove eravamo diretti; alle seconde, il diabolico stato di tensione e di traffico nel quale eravamo invece immersi. Per l’uno ha usato il tratto nero e arioso, per l’altro un indicibile caos di segni viola.

Cosa naturali. Cose antropiche. Teresa, 9 anni.

Mi è sembrata una bella prova di quello che il libro espone e declina secondo diversi punti di vista e soprattutto attraverso la varietà tecnica con la quale Pia Valentinis anima – con il solo tratto – alcuni capolavori delle avanguardie: la pittura en plein air e impressionista, ma anche il lucido sguardo fotografico di Hopper, le visionarie immaginazioni di Rousseau, e ancora i paesaggi parigini di De Pisis e Utrillo e le atmosfere piene di ombre e mistero di De Chirico.

Ma solo grazie allo sfogo di Teresa mi rendo conto che la pittura di paesaggio restituisce visioni antropiche – i mille volti della città e le sue trasformazioni temporali – e visioni naturali – le ricerche cromatiche e atmosferiche di Van Gogh, Cézanne, Monet… – rese chiare e accessibili attraverso la loro trasposizione pittorica.

 

Marta Sironi, Pia Valentinis, Che paesaggio! Disegnare all'aria aperta.

 

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