Il fatto poi che andassi in giro vestito da fatina, lo considero assolutamente trascurabile. Fra i miei parenti nessuno di sicuro si era mai vestito così, se era un maschio, ma i tempi stavano cambiando e,come diceva una mia saggia amica, “Oggigiorno ognuno si veste un po’ come gli pare”. Io avevo un mio personale senso dell’abbigliamento, tutto qui. Vuoi mettere un bel completo da fata rispetto all’uniforme del principe di Cenerentola? Un umile cencio rubato alla collezione di stracci per la polvere della mamma diventava, sulle mie spalle, la più ricca delle stole, e se solo mi fosse stato concesso, avrei saputo bene come trasformare il copriletto leggero d’estate in un lunghissimo velo da sposa. C’era, fra tutti, uno straccino leggero leggero, celeste e sottile, che ben sistemato poteva diventare un abito peruna fata prêt à porter.