Ogni giorno una faccia nuova

Dopo i contributi di Alice Orecchio e Letizia Soriano sulla fine della scuola, è la volta, oggi, di quello di Michele Longo, maestro nonché storico collaboratore di questo blog. Vi lasciamo al suo resoconto ironico e affettuoso degli ultimi giorni di lezione.

 
I bambini, a scuola, è un attimo che finiscono in secondo piano. Sono lì davanti, ma anche dietro, di fianco, sparsi per il corridoio, in bagno, son lì per tutto quel tempo lunghissimo e rotolante, ti fanno perdere il lume della ragione, il sonno, il senno, la pazienza e moltissime altre cose di quelle che bisognerebbe andare a chiedere alla signora Carla del meraviglioso Soggetti smarriti di Barbara Cuoghi e Lorenza Natarella, chez Topipittori. Sono lì e ora, per ore e ore, ma escono ogni minuto dalla nostra attenzione; come bambini, s’intende, non come alunni o minori sotto la nostra responsabilità sempre rinfocolata dallo spettro della Culpa in vigilando.
 
Un quaderno nuovoValentino Ronchi, Alessandra Lazzarin, Topipittori 2025
 
La scuola funziona anche, a tempo pieno, come dispositivo per la produzione di distrattori per maestre: deadline a ghigliottina per semiquisquilie di segreteria, pettegolezzi conventuali indispensabili alla contezza minima di istituto, mail che crescono ramificando follemente come piante strafatte di luce e composti azotati, recanti proposte di formazione invereconde, spam a largo raggio, ma soprattutto richieste ultimative di spiegazione & appuntamento, di chiarimento sotto minaccia, di funzione capro espiatorio, scritte da genitori evidentemente sotto l’effetto di passioni nervose.
 
Acerbo sarai tu, Silvia Vecchini, Francesco Chiacchio, Topipittori 2019
 
A fine anno i distrattori si aggravano, trasformandosi in obblighi e accolli (Le verifiche! Il registro! Le pagelle! L’assemblea di classe! La gita al museoegizio!), gli alunni non ce la fanno più, riappaiono i bambini, forse, come in una canzone di Dimartino “portati dal vento”, o, più probabilmente, portati dal tempo. Il loro, il tempo del diventare grandi, a salti, in tutte le direzioni.
 
Un quaderno nuovoValentino Ronchi, Alessandra Lazzarin, Topipittori 2025
 
Siamo in quarta. Mentre cadono gli ultimi denti, ogni giorno qualcuno mette fuori una faccia nuova. Così nuova e inaspettata che un adulto presente sul posto deve cominciare a regolarsi. Il proprietario della faccia nuova esce dalla porta – facciamo che era intervallo – e riappare al finestrone del corridoio, facendo un grugno un po’ appuntito, da cinghiale molto suino, forse per sdrammatizzare la faccia nuova, ammesso che sappia di averla, ma lo sa, lo sa. L. Savoir-faire mi racconta una barzelletta-indovinello-di-logica: ci casco, non per compiacenza, perché non ero preparato, ero tarato due livelli sotto. Miss Tiffany si siede e accavalla le gambe proprio come una signora, forse una signora milanese o la moglie dell’imperatore, quello dei vestiti nuovi, del teatro di quest’anno, di Andersen! Di Rodari!
 
CORTIGIANI
Ah, se vedeste sire come dona
alla vostra augusta persona.
REGINA
E a me come mi sta?
CORTIGIANI
D’incanto, sacra maestà!
Che eleganza! Un po’ inglese...
Inglese? Suvvia,
codesta è un’eresia.
Questa è moda francese.
Cinese!
Modenese!
È moda di quel paese...
 
Acerbo sarai tu, Silvia Vecchini, Francesco Chiacchio, Topipittori 2019
 
Non-stanno-mai-fermi. Che pazienza! Meno male! Al culmine della noia di una lezione di inglese, Hobbit P. si sdraia morto morente sotto la lavagna, sai che novità, ma c’è uno strato scherzoso consapevole in mezzo, nuovo, cosa vuoi dirgli: “Maestro è morto!” “Eh, lo vedo, cosa vogliamo dirgli?” “Niente, meglio niente, che poi si sveglia” “Infatti”. Ex Paleontologo chiacchiera in un gruppo con una mano poggiata sulla spalla di una compagna, la compagna m’ama non m’ama dalla prima in poi con pause. Una mano poggiata con confidenza, in tutti i significati del dizionario Treccani online, e pure nel principale significato inglese. Un gesto così non si prova, riesce: prima si fa, poi si sa. O no? Momento felice con un sacco di guai. Son giusti anche i salti un po’ pesanti di qualche maschio da poco iniziato all’elastico. Per non parlare delle parole. Tintin B. ha la faccia tutta rossa. Si forma un capannello.
 
Hai mangiato le fragole, sei allergico
No e no, non le ho mangiate, non sono allergico
Lo credi tu
Hai mangiato la carne di struzzo
Ma per favore
Hai toccato un cavo elettrico?
Ma perché mai avrei dovuto farlo?
Eh, per i capelli, i capelli sparati in su
Quelli ce li ho sempre
Se hai mangiato le fragole è meglio che lo dici
 
Un quaderno nuovoValentino Ronchi, Alessandra Lazzarin, Topipittori 2025
 
Il tempo è fatto di quinte teatrali per sbucar fuori e scappar dentro, a dispetto di tutti, ma soprattutto dell’ordine cronologico, dei programmi ministeriali, della campanella, del calendario scolastico, delle stagioni vive o morte, dei percentili, degli ittiti, dei saggi di fine anno, degli orologi della prima comunione, del trapassato remoto. Buh!
 
Acerbo sarai tu, Silvia Vecchini, Francesco Chiacchio, Topipittori 2019