La mia vera età è l’età che mi danno gli alberi

In occasione della mostra La camera delle meraviglie, allestita a San Giorgio di Nogaro (Ud) fino al 2 giugno 2024, la Biblioteca Villa Dora ha realizzato un’intervista collettiva all’autore protagonista dell’esposizione: Antonio Catalano. Tra le tante domande pervenute e raccolte tra bambini, insegnanti, educatori, visitatori, ne sono state selezionate una dozzina, alle quali Antonio Catalano ha prontamente risposto.

Un bambino in visita alla mostra ha detto: “Quando vengo qua mi sento come se fossi a casa. Mi sento dentro ai miei pensieri”. Un altro ha scritto: “Tutto quello che c’è non lo puoi immaginare”. Ci sembrano due chiavi di lettura interessanti, cosa ne dici?

La propria casa può essere abitata da altri e accogliere i loro pensieri. Nella mia casa creativa si sta come se fosse casa di tutti. Mi abita dentro. Ecco perché non ha forma. E ci stanno bene anche coloro che la visitano. Ognuno di noi può crearla nell’immaginazione e abitarci dentro. È comoda.

Non tutto si può immaginare. La mia casa contiene un mistero che non si può dire con le parole che abbiamo nella nostra lingua. Bisogna inventare un’altra lingua che parta da dentro, da noi. Oppure per capire la lingua di questo mistero bisogna andare a lezione dai corvi, dal vento, dalle nuvole. Forse loro conoscono il mistero della lingua che va oltre l’immaginazione.

I bambini sono stupiti dalla libertà di toccare le opere e sfogliare i tuoi libri in copia unica. Uno in particolare, quando ha saputo che poteva toccare, ha spostato di pochi millimetri le statuine del presepe e le posate della tavola di San Francesco, cambiando leggermente la loro posizione e orientamento.

Tutto si sposta, tutto si può toccare, ma con grazia, con attenzione, perché sono cose fragili. Vanno toccate, soffiate, sussurrate con cura. E allora con gesti lenti come lumache tutto si può fare, tutto si può toccare, lentamente, lentamente.

Nelle visite guidate il gioco preferito dei bambini è quello di andare a consultare l’almanacco con la data del proprio giorno di nascita. Quando poi leggono la frase dicono: “Ma come ha fatto Antonio a pensare proprio a me?” Adesso puoi dircelo, come hai fatto?

Quando si consulta l’almanacco le frasi sono aperte al pensiero e ognuno si può riconoscere: è magico. Le cose magiche assomigliano alle nuvole che si trasformano e tu vedi ciò che desideri vedere. Ecco il segreto. Fare e scrivere qualche cosa come farebbero le nuvole. Tante cose in un’unica cosa. Come le nuvole e il fango, il gioco più antico.

Nella tua mostra un posto d’onore è riservato alla noce. Nelle visite guidate i bambini vengono invitati a tenere in mano per qualche tempo una noce e ne provano molto piacere. La accarezzano come se fosse la fonte di un superpotere. Cos’è per te una noce?

“Potrei essere rinchiuso in un guscio di noce e tuttavia ritenermi il re dello spazio infinito” (Amleto, Atto II, Scena II, William Shakespeare). Anche a me la noce ricorda lo spazio infinito, chiuso ma aperto. Mi piace l’idea di viaggiare in un piccolo guscio di noce, che assomiglia a una testa e a un cervello. La noce per me porta fortuna. E poi nessun artista sarà mai capace di fare una cosa così perfetta, fuori e dentro. Così bella, così dura e così buona da mangiare.

Una signora non voleva entrare dentro l’armadio dell’Arca di Noè. Non si trattava di claustrofobia ma riteneva che nell’Arca di Noè ci potessero entrare solo gli animali e i famigliari di Noè.

Nell’armadio Arca di Noè non entrano solo gli animali e i parenti di Noè, ma possono entrare tutti coloro che vogliono salvarsi dal nulla che avanza. Come nella Storia infinita. Salpare con l’Arca di Noè ci può portare in un mondo dove l’immaginazione è una cosa normale e non un’eccezione. Così normale da sembrare una gazza ladra che ogni mattina viene davanti a casa a salutare.



Non è mai successo che qualcuno entrasse nell’armadio e non uscisse più?

L’armadio parlante è così comodo che una volta una persona anziana si è accoccolata dentro e si è addormentata, perché forse le ricordava la tana dell’infanzia.

Quando uno si ammala di meraviglia può scriverlo sul libretto delle giustificazioni?

Chi è ammalato di meraviglia non sta a letto con la febbre, non ha bisogno di giustificazioni, va a scuola, come sempre. E siccome ha una malattia infettiva, fa ammalare i propri amici e anche le maestre, che così ammalate di meraviglia non bocciano più nessuno, ma aspettano che anche l’ultimo della classe capisca la lezione. E quando fuori nevica, la maestra ammalata di meraviglia smette di fare lezione e porta tutti i bambini fuori a correre e a giocare con quella materia meravigliosa chiamata “neve”. 

Come hai fatto a non far sciogliere i fiocchi di neve conservati nel tuo museo?

I fiocchi di neve sono stati raccolti al volo e poi fatti congelare e poi coperti di vinavil. Così si conservano per sempre, come le mummie. Anche le mummie sono cosparse di vinavil, vinavil egiziano, naturalmente.

Perché le scodelle della mensa di San Francesco sono proprio dieci?

Le scodelle sono dieci perché per San Francesco il numero dieci era magico. Ogni volta che si svegliava faceva dieci salti, contava dieci alberi, dieci uccelli nel cielo, dieci canti di galli, dieci foglie, dieci sospiri, dieci preghiere. E dopo, solo dopo, Francesco si metteva in cammino. 

Ti piace molto costruire mondi chiusi dentro a qualcosa che si apre: armadi, scatole, valigie... perché?

Mi piace creare mondi chiusi, armadi, pentole, bottiglie, così i visitatori sono curiosi di scoprire quei mondi. A volte i miei mondi si nascondono così tanto che non si vedono. Non sono visibili. A volte bisogna chiudere gli occhi, solo così si riesce a vedere.

Se le nonne le trasformiamo in sirene, dei nonni cosa ce ne facciamo?

Le nonne si trasformano in sirene e i nonni le guardano nella loro bellezza e se ne innamorano. Oppure le nonne sirene cantano e i nonni imparano a suonare la chitarra per accompagnarle. E poi quando le nonne sirene nuotano, i nonni le seguono con la barca, così se sono stanche le riportano a casa e preparano per loro una buona cena.

La mela di Biancaneve si può mangiare?

La mela di Biancaneve è da sempre velenosa. Non si può mangiare altrimenti ci si addormenta, arrivano i principi che per svegliarci ci baciano. Secondo me è meglio evitare, perché i principi azzurri sono noiosi. Quindi è meglio non mangiarla.

Quanti anni hai veramente?

La mia vera età è l’età che gli alberi mi danno. Ho l’età di un albicocco in primavera, ho l’età di un colpo di vento o di un soffione, ho l’età che mi date voi.

La camera delle meraviglie è un progetto promosso da Biblioteca Villa Dora, Comune di San Giorgio di Nogaro, Sistema Bibliotecario InBiblio, in collaborazione con Associazione Culturale 0432, Casa degli Alfieri, allestimento mostra e grafica di Emanuele Bertossi, in collaborazione con CSS Teatro stabile di innovazione del FVG, con il patrocinio dell'Associazione Italiana Biblioteche FVG e il sostegno della Regione Autonoma FVG, realizzato con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione generale Biblioteche e diritto d’autore – Fondo per la promozione della lettura, della tutela e della valorizzazione del patrimonio librario 2023.