Quattro giorni, otto teste, sedici mani, un libro

[ di Rossana Bossù]

All'inizio di settembre del 2016 si è svolto al Masetto il corso Progettare Libri 2, tenuto da Paolo Canton

PL2 non è un corso d’illustrazione, ma come dice il titolo stesso è impostato per imparare a fare libri, per considerare l’oggetto libro come un tutt’uno composto da elementi indivisibili, non solo testo e illustrazioni, ma anche formato del libro, rilegatura, impaginazione, tipo di carta e di stampa. Il PL2 è un corso di approfondimento a cui possono partecipare le persone che hanno già preso parte a Progettare Libri 1 (qui le informazioni sulla prossima edizione).

Insomma, una sorta di Fight Club per sopravvivere all’illustrazione. Ho partecipato come ripetente (nel senso che avevo già frequentato il PL2 a Tromello) e temevo di ritrovarmi a svolgere gli stessi progetti della volta precedente. A tranquillizzarmi è bastato il monito di Paolo: «Dimenticate tutto quello che avete sentito dire di PL2». Il PL2 del Masetto ha mostrato subito la sua originalità per due principali motivi: il luogo dove si è svolto e il tipo di lavoro proposto.

In questi due disegni, il Masetto descritto da Francesca Bazzurro

Il Masetto non è solo un luogo, è uno spazio tra le montagne del Trentino nella Valle di Terragnolo dove oltre all’aria buona si respira fermento culturale e artistico. Un punto d’incontro voluto e creato da Giulia Mirandola e Gianni Mittempergher. Per me, che sono nata tra i boschi e abito circondata dalle montagne piemontesi, stare al Masetto è stato come ritrovarmi a casa, ma con qualcosa in più: un’atmosfera di accoglienza, di condivisione. Quasi una residenza d’artista tra tetti fatti di coppi, case di pietra (che qui, ho scoperto, si chiamano case di sasso), capre camosciate, cenge, orridi, sentieri, torrenti e buona cucina.

31 agosto 2016: incomincia l'avventura di PL2 Masetto

Il lavoro svolto durante il corso, da me e dalle mie compagne di avventura sotto la netta guida di Paolo, è stato chiaro da subito, doveva essere un’opera corale rivolta a definire “l’alfabeto del Masetto”. Il progetto da sviluppare consisteva proprio nel trovare le parole che distinguono il Masetto, non in modo assoluto ma secondo il nostro punto di vista. Un’attività entusiasmante ma complicata alla quale abbiamo dato inizio cercando, ognuna per conto proprio, le parole per raffigurare il Masetto. 

Lavorare con le parole

Abbiamo fatto delle passeggiate tra i boschi e le malghe, chiacchierato con i pochissimi abitanti rimasti dei paesini sottostanti il Masetto, accarezzato le cortecce degli alberi, ascoltato le storie legate alla montagna, osservato i girini guizzare nelle pozze d’acqua, raccolto pigne, pezzi di legno e sassi, copiato dal vero le pose delle capre, meditato sotto un noce, sfogliato libri, mangiato. Ognuna ha scelto la propria via. Abbiamo così stilato un lungo elenco di parole, più vocaboli per ogni lettera dell’alfabeto.

Si producono schemi

Il secondo passo è stato quello di dare un senso a tutte le voci. Inizialmente abbiamo pensato di spartirci le lettere dell’alfabeto, ognuna avrebbe illustrato alcune lettere e le relative definizioni magari scegliendo le più significative. Ma non funzionava, risultava solo un elenco di termini senza legami. Così abbiamo scritto tutte le parole su foglietti che poi abbiamo disposti a terra, occupando quasi per intero il prato di fronte alla cucina del Masetto.

Questa decisione si è rivelata fondamentale, perché ci ha permesso di capire che tutte le parole potevano essere riconducibili ad alcuni ambiti principali. Ne abbiamo individuati otto: MONTAGNA, MASETTO, LAVORO, BESTIE, BOSCO, ARIA, ACQUA, STORIE. E, dato che eravamo otto, 
Paolo ci ha fatto estrarre a sorte un tema , in modo che ciascuna di noi potesse lavorare su un progetto libro in autonomia, svolgendolo secondo le proprie idee e stili.

Il lavoro realizzato da Oana Alexandrescu

Un problema era risolto. Ma se ne poneva un altro ancora più grande: come fare per lavorare ognuna liberamente, ma facendo in modo che il progetto alla fine risultasse corale. Avevamo bisogno di un fil rouge per legare tutti i progetti. La discussione si è protratta a lungo, finché ha preso corpo l’idea che ogni libro avrebbe dovuto presentarsi come una tessera del domino, per potersi collegare agli altri progetti. Il fulcro era lì ma come realizzarlo? 

La soluzione era già nella definizione, ma abbiamo impiegato un po' di tempo ad accorgercene: potevamo usare la copertina di ogni libretto proprio come una tessera del domino. Abbiamo così deciso che ogni libretto dovesse avere in comune con tutti gli altri il formato quadrato, la dimensione e il colore della copertina. Ognuna di noi ha stabilito una parola per definire l’argomento che le era toccato in sorte: per esempio, io avevo ricevuto in sorte l'argomento “BESTIE”, per me Bestie è incontro.

Bestie è incontro, di Rossana Bossù.

Abbiamo disegnato un simbolo per identificare tutti i temi e sulla quarta di copertina di ogni libretto, ai tre lati esterni del quadrato, abbiamo inserito i simboli di altri tre temi-libro ai quali potesse essere collegato, un po' come i pallini neri delle tessere del domino. 

Chi sfoglia un libretto una volta arrivato alla fine, chiudendolo trova, sulla quarta di copertina, segnalati gli argomenti collegati: un'indicazione che, nelle nostre intenzioni, dovrebbe indurre a leggere un secondo libretto, un terzo e un quarto fino a esplorare, in un gioco di rimandi, tutti gli otto temi che definiscono il Masetto. 

È stato un lavoro molto impegnativo e non facile, considerato anche il corso è durato solo quattro giorni. Potete immaginare quanto siamo state tutte soddisfatte nel riuscire a completare tutto entro la campanella della fine delle lezioni. 

Per una volta, Nicoletta Petruzza ha deciso di disegnare male e tutto è andato bene.

La libertà di esplorare il soggetto esercitando la propria autonomia creativa ha permesso all’individualità di ognuna di noi di affiorare, dando vita a lavori interessanti e profondi. Ma questo è qualcosa a cui eravamo tutte più o meno abituate. La vera novità è stata sottomettere la propria creatività a vincoli e regole determinate dal gruppo, in funzione del raggiungimento di un obiettivo comune. Insomma, siamo riuscite nell’inusuale impresa di creare un progetto collettivo che beneficia delle specificità creative di tutte.

Due lavori tridimensionali: sopra Giusy D'Alessandro e sotto Patrizia Cipolat.

Rimaneva solo un dettaglio da risolvere: creare un contenitore per gli otto libretti, in modo che diventassero un'opera unica. 

L’aiuto necessario è arrivato dai ragazzi con i quali condividevamo lo spazio al Masetto, che partecipavano a un laboratorio per liutai nel corso del quale hanno costruito una chitarra. Non mancava niente: perizia, materiali e cortese disponibilita. Facile, vero? 

Il celebre cofanetto di legno (sopra) e la fantastica storia delle capre terragnole di Laura Pagan.

Otto teste e sedici mani (tutte femminili): Cecilia Campironi, Giusy D’Alessandro, Laura Pagan, Luisa Valenti, Nicoletta PetruzzaOana Alexandrescu, Patrizia Cipolat, e la sottoscritta.

Un direttore d’orchestra: Paolo Canton.

E un luogo: il Masetto.

Questi gli ingredienti di un’esperienza intensa che ha dato vita a un progetto bello e funzionale. 


Al Masetto si creano connessioni, quelle che a me piacciono tanto. Proprio come tessere del domino, tutto torna.

Un po' di copertine.

L'esperienza del Masetto sarà ripetibile. Non solo questa, raccontata da Rossana, ma anche altre: tutte interessanti, stimolanti, innovative, inusitate. Insomma, uniche. Come è unico il luogo che le ospiterà. Presto Giulia e Gianni pubblicheranno nel loro sito web il calendario delle proposte di corsi, laboratori, esperienze per l'estate 2017. Resta solo da aspettare e superare l'imbarazzo di scegliere fra cento proposte che sembreranno tutte irrinunciabili.

Altre copertine. 

 

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