Una wunderkammer dei libri

Intervista a Valentina Pellizzoni, Spazio Libri La Cornice

Oggi, 14 febbraio, cade l'anniversario dei venti anni di Topipittori. È in questa data, infatti, che abbiamo dato alle stampe il nostro primo libro, Zoo segreto. Siamo molto contenti di cominciare, proprio in questo giorno, a pubblicare sul nostro blog una serie di interviste, realizzate da Beatrice Bosio, dedicate alle quaranta librerie che fanno parte della rete delle Case dei Topi, un progetto per noi importantissimo, nato nel 2021, di cui abbiamo raccontato in diverse occasioni. Speriamo, con questo, di farvele conoscere meglio, ma anche di darvi un'idea di cosa significa oggi, gestire una libreria in Italia. Si tratta, nel nostro intento, di un omaggio al lavoro di queste librerie, ma anche di tutte le librerie italiane che tutti i giorni lavorano in un Paese dove la lettura è ancora un terreno arduo. La prima intervista è a Valentina Pellizzoni, di Spazio Libri La Cornice, di Cantù.

1. Partiamo da una breve presentazione della libreria: come si chiama, dove si trova, quando è stata aperta e da chi, chi ci lavora adesso, in cosa è specializzata e com’è strutturata.

Ci chiamiamo Spazio Libri La Cornice e siamo a Cantù, in provincia di Como. Il titolare è Tommaso Falzone, che dal 1987 è corniciaio. All'inizio del 2000 ha deciso di inserire qualche libro nel suo laboratorio, soprattutto medi editori per adulti e libri per l'infanzia difficilmente reperibili in provincia. Il fatto di fare cornici e di avere questa tipologia di libri ha attirato l'attenzione di diversi illustratori: da qui la decisione di ampliare lo spazio aprendo anche una piccola galleria d'arte. Spazio Libri La Cornice si sviluppa su due piani e include un ex garage delle auto: al piano terra ci sono la libreria e il laboratorio di cornici, mentre al piano superiore allestiamo esposizioni di quadri e organizziamo incontri e corsi.

La libreria è di tipo generalista: abbiamo una feroce selezione di narrativa per adulti e un'ampia parte di letteratura per l'infanzia.

Tommaso e Valentina.

2. In quanto Casa dei Topi, Spazio Libri La Cornice è per definizione una libreria indipendente. Oltre a questo aggettivo, te ne vengono in mente altri che useresti per descriverla?

La nostra libreria è ricca di iniziative, non saprei come declinare questa caratteristica in un aggettivo. La marca laboratoriale è ciò che ci contraddistingue maggiormente e fa riferimento non solo al lavoro di assemblaggio delle cornici, ma anche agli incontri con autori, artisti, illustratori e alla proposta di corsi per adulti e bambini.

È ibrida, contaminata dalle nostre passioni: ci piace il cinema e organizziamo il cineforum; amiamo la musica e ospitiamo un coro e concerti di musica dal vivo. La voce si sparge e dal territorio ci vengono proposte altre collaborazioni: è aperta alla condivisione.

3. Mi sembra di capire, quindi, che il vostro spazio non solo abbia in sé una triplice natura (è libreria, è laboratorio, è galleria d'arte), ma sia anche sempre pronto a mutare e rinnovarsi a seconda dei progetti e delle collaborazioni. A tal proposito, con quali realtà collaborate generalmente? Tra queste ci sono delle librerie "amiche?

Collaboriamo molto con teatri e scuole di musica, oltre che chiaramente con biblioteche e scuole. Fondamentale è poi per noi il contributo dei singoli artisti.

Essere una Casa dei Topi rappresenta senz’altro un’imperdibile occasione di scambio con librerie da zone diverse d’Italia. L’appartenenza a questa rete garantisce numerosi momenti di confronto, supporto e approfondimento tra librai e libraie.

4. Le numerose collaborazioni di cui mi parli anticipano in parte la mia prossima domanda, ovvero che relazione che c'è tra Spazio Libri La Cornice e il territorio?

 

La relazione col territorio è un aspetto fondamentale per noi, perché, sebbene dal periodo del Covid sia possibile acquistare anche sul sito, la nostra è prima di tutto una libreria fisica.

La notorietà che abbiamo raggiunto sui social fa sì che accada un fenomeno strano: sembrano conoscerci molto di più nei paesi limitrofi o nel milanese che non nella nostra città. Eppure il nostro cliente ideale rimane quello del territorio. Ecco perché ci teniamo molto a offrire ai cittadini le più varie occasioni di incontro possibili e diamo grande importanza alla collaborazione con associazioni e scuole. A tal proposito, ci è estremamente utile avere in libreria un luogo fisico adibito agli incontri.

5. Oltre a essere del territorio o più spesso di Milano e dintorni, come descriveresti la clientela di Spazio Libri La Cornice? Che tipo di rapporto cercate di instaurare tu e Tommaso con i vostri clienti e in che modo ci riuscite?

La clientela della libreria è formata perlopiù da giovani famiglie e da grandi lettori, che, rispecchiando l'andamento nazionale, sono per la maggior parte donne. Il rapporto che desideriamo instaurare con ciascun cliente è di tipo personale: cerchiamo di fare in modo che chiunque entri in libreria si senta accolto in un luogo senza tempo e di ricerca. Senza tempo, perché vorremmo fosse come prima cosa un momento di piacere per sé. Di ricerca, perché la libreria è ricca di libri e oggetti, e come in una piccola caverna di Alì Babà occorre attivarsi e cercare. La cosa più bella sono i riscontri dei nostri clienti: ci riempie di gioia sapere che per loro rappresentiamo un rifugio, una pausa dalla frenesia della vita quotidiana.

6. In merito ai numerosi libri che popolano questa vostra piccola caverna di Ali Babà, come scegliete i titoli da assortire e come li organizzate e disponete negli spazi della libreria?

Per rispondere a questa domanda servirebbero almeno due ore, ma cercherò di essere breve e schematica.

Per quanto riguarda gli albi illustrati, ci sono case editrici di cui adottiamo tutte le novità per avere l’intero catalogo e piccole realtà indipendenti a cui prestiamo particolare attenzione. Poi ci sono autori che amiamo e di cui prendiamo sempre i libri in uscita. Per il resto ci affidiamo alle cedole degli agenti, che spesso ci danno la possibilità di vedere i libri in anteprima. A tutto questo affianchiamo un costante lavoro di ricerca e approfondimento attraverso i siti degli editori e le recensioni e le segnalazioni degli addetti ai lavori.

Per quanto riguarda la narrativa per adulti, invece, scegliamo con maggior libertà, facendoci guidare principalmente dai nostri gusti. Ci affidiamo molto anche ai nostri clienti, che spesso su alcuni autori sono più esperti di noi. In tal senso, il gruppo di lettura che portiamo avanti ormai da diversi anni è fonte di numerosi spunti e continue scoperte, in quanto composto da forti lettori. Possiamo davvero dire che il reparto di narrativa per adulti sia frutto di un laboratorio collettivo, in cui confluiscono le nostre e altrui preferenze.

7. Sapresti dirmi quali sono i tre libri che avete venduto di più nel corso della storia della libreria? Perché, secondo te, hanno riscosso tanto successo e cosa raccontano di Spazio Libri La Cornice?

I libri più venduti degli ultimi quattro anni, che è quanto riesco a vedere dal nostro gestionale, sono interessanti, in effetti.

Il primo è Il Postino di Babbo Natale, un libro che vendiamo solo noi ed è stato autoprodotto da Claudio Milani, un attore col quale collaboriamo molto. La qualità di ciascuna copia, rifinita a mano e personalizzata, dà conto della cura e del rispetto che i libri per bambini e bambine devono avere nei confronti dei giovani lettori e racconta della nostra costante ricerca di libri particolari e artigianali.

Il secondo titolo più venduto è Le cose che passano di Beatrice Alemagna, edito da Topipittori. È un libro molto amato dagli adulti, perché riescono a riconoscervisi. Le copie vengono acquistate per sé, come dono a qualcuno di speciale, o per sostenere un'idea di tempo da narrare ai bambini. Il successo di questo libro è fotografia della capacità dei nostri clienti di mettersi in gioco: sono clienti che scelgono di regalarsi o regalare albi preziosi, di qualità, e che affrontano temi non scontanti.

Il terzo libro è, incredibilmente, una saggistica poetica: Questo immenso non sapere scritto da Chandra Livia Candiani e pubblicato da Einaudi. Considerandolo in rapporto alla storia della nostra libreria, direi che è uno specchio della nostra clientela più affezionata, che è femminile, introspettiva, pronta a mettersi in discussione, e legge per viaggiare, imparare, andare oltre.

8. Per quanto riguarda il catalogo Topipittori, che è ciò che vi contraddistingue come Casa dei Topi, c'è un titolo in grado di racchiudere lo spirito di Spazio Libri La Cornice? Un libro che in qualche modo incarni il tipo di letteratura che tu e Tommaso ricercate e desiderate offrire ai vostri clienti?

Il libro di poesie E sulle case il cielo, scritto da Giusi Quarenghi e illustrato da Chiara Carrer, ben si presta a rappresentare Spazio Libri La Cronice, perché racchiude in sé l'importanza del dettaglio, la delicatezza, la cura delle parole. Aggiungo anche Il fazzoletto bianco, di Antonella Toffolo e Viorel Boldis, un albo che amiamo sotto tutti i punti di vista, dall'illustrazione al testo. Lo leggiamo molto spesso a scuola, perché racconta con incredibile delicatezza l'andare e il tornare delle persone nel mondo, un tema che riteniamo particolarmente importante in questo momento storico.

9. Quando mi hai parlato del rapporto col territorio, hai menzionato la vendita online iniziata durante il periodo del Covid e la vostra presenza sui social. Quanto sono importanti questi due aspetti per la vostra attività e come li gestite?

Sono fondamentali! Il sito funge da vetrina, non avendone una fisica, e ci consente di dare risalto a piccoli editori o all’intero catalogo di una certa casa editrice. L’attenzione ai cataloghi nel loro complesso è proprio ciò che ci contraddistingue e fa sì che da noi si trovino spesso libri che gli altri hanno esaurito.

Per i social non abbiamo una strategia ben definita: a volte, presi dall'entusiasmo per un libro o per qualcosa che desideriamo condividere, pubblichiamo a orari davvero improbabili. Quel che è certo è che ricorriamo molto alla narrazione: oltre che libri o opere, raccontiamo momenti, perché al centro della libreria fisica, indipendente, piccola, di periferia, c'è la relazione. Potremmo dire che attraverso i nostri social facciamo storytelling, ma senza alcuna particolare pianificazione. Questa narrazione ci premia molto.

10. Quali percorsi formativi e/o lavorativi hanno preceduto il tuo essere libraia? Cosa ti ha spinto a scegliere questa professione?

Mi sono laureata in Storia del cinema e ho conseguito un master in Produzione. Durante gli studi, quindi dai 19 anni in poi, ho cominciato a lavorare in libreria e non ho mai smesso. Sognavo questa professione fin da piccola: quando ero sola impacchettavo i libri della libreria dei miei e giocavo a fare finta di venderli. Non riesco proprio a immaginarmi senza libri.

11. Altra domanda su di te: cosa ti piace di più del tuo lavoro e cosa invece fai più fatica a sopportare?

Quello dei librai è un lavoro che fagocita molto tempo e spesso non conosce festivi. Richiede un'estrema versatilità: vendere libri, gestire e creare eventi, mantenere una buona comunicazione. Questi aspetti poco piacevoli, soprattutto la scarsità di tempo libero, sono sostenibili solo se si è guidati da una grande passione. Il bello, però, è che si hanno sempre molti libri da leggere a disposizione: questa è forse la cosa che più ci invidiano i nostri clienti. Altri aspetti che adoro del mio lavoro sono poter coltivare quotidianamente la mia passione e condividerla con altri, intrecciare relazioni e scambi stimolanti, crescere sempre e sotto tutti i profili.

12. Avete in serbo qualche progetto speciale per il futuro?

Sì, effettivamente c'è in programma una piccola rivoluzione interna. A breve ci saranno cambiamenti importanti dal punto di vista soprattutto della fruizione della nostra libreria. Ma per ora non vorremmo svelare di più.

13. E prima di salutarci, dicci per quali ragioni chi ancora non c'è stato deve far presto un salto da Spazio Libri La Cornice!

Io penso che l'aspetto più interessante di Spazio Libri La Cornice sia il lavoro di ricerca che sottintende e alimenta: la ricerca che Tommaso e io facciamo per selezionare i libri e gli oggetti da vendere e la ricerca che i clienti fanno, una volta entrati in libreria, per scegliere cosa acquistare. In un mondo in cui tutte le proposte commerciali sono identiche, in cui che tu sia in un negozio in centro a Milano o a Parigi o a New York si fatica a trovare delle differenze, entrare da noi è come entrare in una Wunderkammer dei libri. Noi diamo tempo ai libri di stare, diamo tempo ai giochi che vendiamo di rendersi familiari, abbiamo un ordine associativo come criterio, che si può scoprire o dal quale ci si può far guidare. Insomma, venire da noi è un po' come viaggiare in un paese straniero.