Il rovescio della guerra
[di Silvia Vecchini]

Nelle stesse ore in cui leggevo un libro insieme ai bambini di sette anni, sulla chat del mio telefono arrivavano messaggi come questo:
In arrivo da Charkiv, non hanno più nulla, hanno bisogno di tutto. Qualche misura:



Questa è la storia di un bambino che si addormenta. Si addormenta e sogna. Non ci sono storie della buona notte, mamme affettuose, padri premurosi, case accoglienti e lettucci caldi. O forse ci sono, ma la storia non ce lo dice. C’è solo il bambino, il suo sonno e il suo sogno.