Silvia Vecchini

Il giorno che non avrò più voglia di salire su un albero

Siamo quasi agli sgoccioli di questo decennale degli Anni in tasca che oggi festeggiamo con una delle ultime uscite C'è questo in me, di Silvia Vecchini. Abbiamo scoperto per caso che Silvia lo aveva scritto. Un giorno le chiedemmo se aveva voglia di scrivere un Anno in tasca per noi, e la sua sorprendente risposta fu: "Ma io l'ho già scritto". "E perché non ce lo hai mai detto, fatto leggere?" le abbiamo chiesto. "Perché lo avevo fatto come esercizio per me".

Poesie all’aria aperta. Ovvero un parco per la Poesia

[a cura del collettivo Linguaccia - Martina Pozzebon, Roberta Frassetto, Sara Stangherlin]

Esiste un paese in cui c’è un parco. Come in tanti altri paesi. È un parco con un grande prato, alberi, giochi e qualche animale. D’altronde è un parco come molti altri.

Eppure questo parco è diverso perché è un luogo in cui la poesia è di casa: lungo il suo perimetro leggii e bacheche ospitano testi poetici. Ci si può soffermare a leggere qualche riga o qualche curiosità sugli autori e ci si può sorprendere a recitare dei versi insieme a un amico.

Bere a una fonte molto antica

Dall'inizio di settembre è in libreria il secondo volume della nostra collana I topi saggi, dedicata alla pubblicazione di strumenti di riflessione e analisi pensati per supportare il lavoro e la cultura di chi svolge professioni accanto ai bambini. Si intitola Una frescura al centro del petto. Le risorse offerte dall’albo illustrato nella crescita e nella ricerca spirituale dei bambini, lo ha scritto Silvia Vecchini.

Mettere al centro la scrittura

[di Silvia Rubechi]

Da cinque anni, alla mostra e al concorso Libri fatti a mano, che si tengono ogni anno a Pieve Santo Stefano nel mese di Aprile, affianchiamo un evento parallelo con il quale il nostro pubblico bambino e adulto ha l’occasione di incontrare la bellezza attraverso immagini e testi di qualità. È così che abbiamo ospitato Else, Casa Editrice di libri serigrafici, lo studio grafico valenciano Milimbo, i poliedrici Mook e Oscar Sabini con il suo poetico collage.

«E quest’anno?» ci siamo detti.