I pani d'oro della vecchina
La vecchina pensava che la Morte si fosse dimenticata di lei. Ma un giorno, verso Natale, alla porta della casa bislacca, bussa un’ospite inattesa: un’Ombra Scura che vorrebbe portarsela via.
Storie antichissime di bambini avventurosi e ragazzi dal cuore puro, bambine intrepide e ragazze piene di immaginazione, oggetti magici e animali fatati. Racconti del passato illustrati dai talenti più visionari del presente.
La vecchina pensava che la Morte si fosse dimenticata di lei. Ma un giorno, verso Natale, alla porta della casa bislacca, bussa un’ospite inattesa: un’Ombra Scura che vorrebbe portarsela via.
Venti meravigliose favole del più celebre inventore di storie di animali: Esopo.
In un paese lontano dove se ne vanno le rondini a svernare quando qui si fa freddo, c’era una volta un re che aveva undici figli maschi e una bambina che si chiamava Elisa.
Cosa significa, oggi, illustrare una fiaba della tradizione, per di più celebre come quella di Cappuccetto Rosso? Con le tavole di questo libro, Chiara Carrer va al cuore del problema e suggerisce un recupero della fiaba nei suoi elementi fondanti. Rinuncia a ogni sfarzo, mette da parte il repertorio del fantasy, elimina decorazioni e accessori, per puntare a ciò che soprattutto caratterizza la fiaba popolare: una forma come un congegno perfetto, fatto di essenzialità, ritmo, rapidità, precisione.
La storia di Demetra si racconta da più di quattromila anni. I poeti l’hanno raccontata e gli scrittori l’hanno narrata per innumerevoli volte, alle corti e intorno ai fuochi, nei paesi più sperduti della Grecia e in tutto il mondo antico. Tanti pittori hanno raffigurato le sue immagini, su vasi, anfore, mura di palazzi e grandi tele dalle cornici preziose, per i castelli di principi e sovrani.
Un tempo, quando ancora la terra e il cielo erano abitati dagli Dei, successe un fatto straordinario.
Robert Browning fu uno dei maggiori poeti nella storia della letteratura inglese. Scrisse Il pifferaio magico di Hamelin, una delle sue opere più popolari, nella primavera del 1842 su richiesta di un bambino, Willy Macready. In quei giorni, Willy era a letto ammalato e si annoiava. Poiché gli piaceva molto disegnare, chiese al poeta, amico del padre, di scrivere qualcosa perché lo potesse illustrare.
In un giorno di aprile del 1842, il poeta inglese Robert Browning, per divertire e confortare il figlioletto ammalato di un amico, decide mettere in versi l’antica fiaba tedesca del Pifferaio di Ha
Nathaniel Hawthorne, l’autore di La bambina di neve, nacque in America nel 1804 e fu uno degli scrittori più noti e importanti di quel paese. Fra i romanzi e i racconti che scrisse ci sono due volumi dedicati ai ragazzi Il libro delle meraviglie e I racconti di Tanglewood, che narrano antichi miti greci. Hawthorne era padre di una bambina, Una, e di un bambino, Julian. Amava molto osservarli. Lo sappiamo perché nei taccuini dello scrittore - pagine e pagine in cui annotava pensieri, stati d’animo, descrizioni di paesaggi, storie - molto spazio è dedicato proprio a loro.