Storie della notte

di Kitty Crowther, 2017

16,00 euro |Acquistalo su Topishop

Magnetico

Il libro di cui vi parlo oggi è proprio magnetico. Storie della notte, di Kitty Crowther edito da Topipittori è un piccolo albo illustrato che cattura fin dalla copertina. Fin da quel rosa sfumato e avvolgente che sembra abbracciare mamma orso – la zampa sul lettino e la gonna a righe colorate – e piccolo orso.

È un libro che conquista il lettore, tenendolo agganciato con grande maestria fino all’ultima pagina. E questa è una dote rara e preziosa.

 

“Mamma, raccontami tre storie”, chiede Orsetto.

“Tre storie?!” esclama Mamma Orso.

“Ti prego, ti prego, ti prego! Ho detto tre volte ti prego”.

Iniziano così le tre storie, raccontate sul far della sera da Mamma Orso, in una casetta in mezzo al bosco. Tre storie fantastiche, colme di delizie e magia nello schiudere scenari di immaginazione. La cornice narrativa riconduce sempre il lettore al tempo del racconto di Mamma Orso: al termine di ognuna delle tre storie, infatti, si ritorna nella stanza di quella casa in mezzo al bosco, un breve dialogo (quanto verosimile!) tra mamma e Orsetto per poi riprendere il racconto, fino alla meravigliosa chiusura.

Ancestrale

Storie della notte è un albo che evoca qualcosa di ancestrale, di universale e sempre vivo, come la sensazione che si ha davanti alla notte e al sonno, quel brivido che coglie al pensiero di non scorgere più il mondo attorno, entrando in un’altra dimensione.

È ancestrale la paura, mai nominata da Kitty Crowther, ma così implicita. C’è chi non vuole interrompere quanto di bello sta facendo per abbandonarsi al sonno (come il pesce, la formichina e l’ermellino nella prima storia), c’è chi non riesce proprio a chiudere gli occhi (come l’omino Bo, protagonista dell’ultima storia), c’è anche chi di notte vive una stramba avventura (come Zhora, la bambina con la spada, al centro della seconda storia). Si parla di notte, di sonno, ma altri sono gli elementi che rimandano all’ancestrale, come il bosco e la figura della custode della notte, colei che al suono del gong accompagna la fine del giorno.

Straniante

Questa è la caratteristica che più ho apprezzato. Le storie sono originali, semplici – nell’immediatezza comunicativa -, si leggono con piacere e scorrevolezza e di tanto in tanto irrompono elementi stranianti. Può essere l’ironia che scaturisce da immagini e parole (penso al risveglio improvviso della custode della notte), ma anche l’assurdo e il fantastico che intervengono con estrema naturalezza catturando il lettore. Di cosa sto parlando? Ad esempio di una lontra che scrive poesie su sassolini per poi gettarli in mare, o di una bambina che con la spada si procura una mora selvatica, o di una “civetta con la luna storta”.

Avvolgente

Questo aspetto deriva perlopiù dalle illustrazioni, caratterizzate dal colore prevalente, il rosa, dalle sfumature, dai chiaroscuri che così ben suggeriscono il notturno, ma anche dai numerosi particolari -tutti da scoprire- che concorrono alla completezza della narrazione. E infine le linee, a volte curve e circolari, a volte interrotte e tratteggiate. Aspetti pieni di significato e non solo decoro estetico.

Sorprendente

Quando arriverete alla conclusione non potrete non avere un sorriso sulle labbra, segno di sorpresa e di un senso di soddisfazione derivante da una circolarità completa e inaspettata. Come un filo srotolato nelle tre storie, tutto si ricompone in un orizzonte di senso, nelle parole e nella trama. L’immagine finale del letto in cui si addormenta Orsetto – e non svelo di più – è colma di una potente bellezza.

Curato

Indubbiamente si percepisce un’estrema cura estetica in questo albo. Lo si nota nella scelta lessicale, probabilmente anche grazie alla traduzione di Lisa Topi, ricercata ma estremamente concreta nel richiamare immagini visive nel lettore bambino (e non solo). La scelta del formato e della carta, unitamente alla grafica del testo, concorrono a creare un libro che è anche un’atmosfera, soffusa, discreta, e insieme potente.

Un libro da non perdere, per far conoscere ai bambini quanto la bellezza di una storia, di parole e immagini, possa accompagnarsi a una bellezza di forma.

Mamma Orsa dà un bacio a Orsetto e gli sussurra: “Scegli la stella che ti porterà fino a domani”.

Da Storie della notte, di Silvia Sai, in Galline volanti, 22.01.2018.