Silenziose liberazioni
[di Armando Lanotte*]
Tutto è nato otto anni fa da un incontro con un silent book: ‘45 di Maurizio Quarello, edizioni Orecchioacerbo.
[di Armando Lanotte*]
Tutto è nato otto anni fa da un incontro con un silent book: ‘45 di Maurizio Quarello, edizioni Orecchioacerbo.
[di Elena Dolcini]
chalepà tà kalá*
Le cose belle sono belle.
Le cose belle sono difficili.
Le cose belle sono nobili.
Nessuna delle tre traduzioni è scorretta.
Nell’antica Grecia bellezza, difficoltà e nobiltà
non erano ancora concetti separati.
[di Sara Maccagnan]
Credo di aver ereditato l’amore per la fotografia da mia mamma, guardava spesso la nostra quotidianità attraverso un mirino, senza grandi competenze tecniche o filologiche. Aveva, come si dice, l’occhio.
Per questa ragione ho sempre avuto una certa familiarità con le immagini e la loro capacità di raccontare intere storie o brevi frammenti di una visione.
Questa intervista di Chiara Casaburi a Giovanna Zoboli è stata realizzata nel corso del 2020 per la redazione di un contributo dal titolo Quando il vuoto di parole brulica di senso.
Dopo qualche tempo che abbiamo cominciato a pubblicare albi illustrati, ci siamo resi conto che, nell’opinione corrente, le illustrazioni o figure, che dir si voglia, costituiscono un aspetto accessorio, marginale nell’economia di un libro: da una parte, qualcosa di ornamentale; dall’altra, una sorta di riempitivo dovuto al pubblico a cui gli albi illustrati tradizionalmente si rivolgono, i bambini.
Da anni Librimmaginari, progetto di Arci Viterbo a cura di Marco Trulli e Marcella Brancaforte e realizzato con il sostegno del Comune di Viterbo, lavora alla costruzione di un immaginario raffinato, denso, complesso e vivo che sappia toccare e raggiungere bambini, ragazzi e adulti, attraverso l'organizzazione di mostre, laboratori, incontri e letture.
Immagini, segni e simboli sono dappertutto, intorno a noi, nelle nostre case e nei luoghi che abitiamo o che visitiamo: nelle architetture, negli oggetti, nei libri, sui mezzi di trasporto, nei bar, nei ristoranti, sui cibi, sui muri, alle pareti, sui vestiti, negli specchi e nelle vterine... Eppure spesso passiamo loro accanto senza vederli, distratti, senza occhi per nulla, concentrati sui nostri pensieri, senza accorgerci del modo garbato e silenzioso, chiassoso e ironico con cui ci parlano, attraverso la bellezza delle loro forme e dei loro significati.