Studio per un Paesaggio

[di Patrizio Anastasi e Laura Cattabianchi*]

Ogni cosa vive in strati, come la terra e il tempo.
Lo scorrere del tempo lascia tracce e sedimenti di memoria.
Sedimenti di memoria, sedimenti di natura.
Lungo il sentiero esploriamo ciò che la terra accoglie e riveliamo il nascosto.
Il corpo si muove lento tra le forme del paesaggio, incontra la natura.
Il respiro si fa soffio di vento. Il percorso, un sentiero interiore.
Ogni passo è un incontro con ciò che ancora attende di essere svelato.
 
© Elisa Nocentini
 
Studio per un Paesaggio, di Patrizio Anastasi e Laura Cattabianchi, è una breve camminata intorno a un tavolo, un percorso che richiama l’idea di un sentiero e di uno spazio di transizione. Le opere diventano elementi di un paesaggio nascosto, da avvicinare con gradualità. Il percorso procede per piccoli passi e soste. L’incontro con le cose non è immediato, emerge poco alla volta.
 
 
© Elisa Nocentini
 
La mostra, nata dalla residenza artistica curata da Libri Fatti A Mano, è stata allestita a CasermArcheologica, luogo per le arti contemporanee e la cittadinanza attiva a Sansepolcro, e realizzata all’interno del progetto Territori Sensibili sostenuto dal bando Creatività contemporanea del Ministero della Cultura.
 
© Elisa Nocentini
 
© Elisa Nocentini
 
Il lavoro nasce dall’incontro di due artisti: Laura Cattabianchi e Patrizio Anastasi. Da una parte, una ricerca centrata sul libro tattile illustrato e sulla sonorità della carta, che esplora ciò che accade quando viene manipolata e trasformata. Dall’altra, una pratica basata sulla composizione di forme essenziali che, accostate tra loro, generano strutture e configurazioni visive sempre diverse.
 
© Elisa Nocentini
 
© Elisa Nocentini
 
© Elisa Nocentini
 
Nell’unione delle loro ricerche, il paesaggio diventa un territorio sensibile: un insieme di indizi, fruscii, soglie e silenzi che chiedono presenza e attenzione. Come in un bosco, dove solo rallentando emergono i livelli invisibili del vivente, la mostra invita a un atto di scoperta. Guardare con le mani, toccare con gli occhi, e lasciare che ciò che è nascosto trovi il proprio modo di apparire.
 
 
© Elisa Nocentini
 
La mostra si sviluppa attraverso delle installazioni tattili in carta, pensate per essere toccate ed esplorate con cura, creando un rapporto immediato tra mano e sguardo.
La loro realizzazione parte da forme piatte disegnate, che vengono usate per creare strutture tridimensionali. Le diverse texture delle carte, più lisce, più ruvide, più dense o più leggere, contribuiscono a costruire una narrazione fatta di variazioni materiali che guidano l’esplorazione.
 
© Elisa Nocentini
 
© Elisa Nocentini
 
Il tatto diventa un modo concreto di osservare e permette di soffermarsi sui dettagli, rivelando ciò che a un primo sguardo potrebbe passare inosservato. In questo contesto, osservare significa prendere il tempo necessario affinché le forme si manifestino. Gli elementi emergono durante la sosta, il riposo, nel momento in cui ci si ferma a guardarli e ad ascoltarli con attenzione. Ciò che vive sotto un sasso, dietro un tronco caduto, o nei livelli meno immediati del mondo vegetale.
 
© Elisa Nocentini
 
© Elisa Nocentini
 
A chiudere la mostra c’è un libro realizzato appositamente per l’occasione in copia unica. Al suo interno si trova una sintesi di quanto osservato durante il percorso, presentata come un insieme di annotazioni visive e tattili su un taccuino. Forme e segni presenti in mostra, accompagnati da parole e da interventi in carta, che documentano l’esperienza e lasciano spazio alla sedimentazione e a una riflessione futura.
 
© Elisa Nocentini
 
La mostra è visibile a CasermArcheologica, situata in via Niccolo’ Aggiunti, 55 a Sansepolcro (Arezzo), fino al 15 febbraio.