Definisci bambino

La sera di domenica 12 aprile, il giorno prima dell’apertura della Bologna Children’s Book Fair, abbiamo organizzato un evento, presso l’auditorium Dams Lab di Bologna, dal titolo Definisci bambino.

Si è trattato di una risposta corale da parte di voci diverse nell’ambito della letteratura per ragazzi, ma anche di altre professioni che si occupano di bambini e bambine e di cultura a loro rivolta, alla ormai tristemente nota richiesta rivolta a Enzo Iacchetti da parte del presidente della Federazione Amici di Israele, Eyal Mizrahi, durante la puntata del 16 settembre del talk show Cartabianca.

Nel corso delle manifestazioni a sostegno della popolazione di Gaza e di protesta contro il massacro del popolo palestinese e quello dei bambini e delle bambine coinvolti nel genocidio, la risposta del tutto spontanea da parte di numerose persone è stata sfilare mostrando il libro Che cos’è un bambino di Beatrice Alemagna. Non solo, sono stati in molti in quei giorni sui social a rispondere alla provocazione condividendo la copertina e i testi del libro. Tutto questo ci ha colpito e commosso. È stata una risposta inattesa. Sapevamo che il libro di Beatrice Alemagna è molto amato e noto, ma non ci aspettavamo che potesse essere entrato nella quotidianità delle persone con questa forza. È stata anche una straordinaria, imprevista conferma di come i libri per ragazzi e chi a essi e con essi lavora possano far parte della vita delle persone, al punto da costituire una risposta viva alla follia del nostro tempo.

Che cos’è un bambino?, Beatrice Alemagna, Topipittori, 2008

Da questi eventi e da queste riflessioni è nata l’idea di organizzare Definisci bambino, evento che non sarebbe stato possibile senza il supporto del Dams - Discipline delle arti, della musica e dello spettacolo, in particolare nella persona del professor Francesco Spampinato, e di Alma Mater Università di Bologna. L'incontro si è aperto con la lettura del libro da parte della sua autrice, accompagnata da Alfonso Cuccurullo.

A seguire abbiamo pensato di invitare alcune persone a leggere un brano a loro scelta che servisse a dare una definizione di ‘che cos’è un bambino’, creando una sorta di arazzo che aiutasse a raccontare la grandezza e la complessità dell’infanzia. Le persone che hanno letto sono state: Andrea Antinori, Cristina Bellemo, Danilo Di Camillo, Eléonore Grassi, Federica Jacobelli, Susanna Mattiangeli, Lilith Moscon, Giulia Orecchia, Valentina, Pellizzoni, Cristiana Pezzetta, Sergio Ruzzier, Manuela Salvi.

La serata è andata oltre ogni nostra aspettativa: auditorium al completo, partecipazione tesa, attenta, emozionata; ognuno ha fatto la propria parte al meglio; lettrici e lettori sono stati bravissimi, i brani scelti perfetti, diversi l’uno dall’altro, ma affini per qualità, interesse, profondità, intensità, capacità di coinvolgere. Così come il saluto finale ai partecipanti e agli organizzatori è stato affettuoso, caloroso e veramente commovente.

Molte sono state le persone che ci hanno chiesto di poter avere le indicazioni bibliografiche dei brani letti durante la serata, un altro segno dell’interesse suscitato dalle letture fatte. Per questa ragione oggi ve ne forniamo l’elenco. La prossima settimana, inoltre, pubblicheremo un secondo articolo con i testi che non troverete in commercio o in biblioteca, ovvero quelli di Janna Carioli, Claudia Ravaldi, Letizia Soriano.

Sono stati letti da:

Andrea Antinori:

Ruth Krauss, Maurice Sendak, Un buco è per scavare, Adelphi 2025.

Cristina Bellemo:

Romain Gary (Émile Ajar), La vita davanti a sé, illustrato da Manuele Fior, Neri Pozza Spleen, pp. 103-105.

Danilo Di Camillo:

Silvia Vecchini, I bambini si rompono facilmente, illustrato da Sualzo, Bompiani, 2023, p. 1.

Eléonore Grassi:

Bruno Munari, Quando finisce linfanzia, in Verbale scritto, Corraini, 2008, pp. 65-66.

Federica Jacobelli:

Francesca Duranti, La Bambina, Rizzoli, Milano 1985, pp. 138-139 (prima edizione, La Tartaruga, 1976).

Susanna Mattiangeli:

Lorenza Mazzetti, Il cielo cade, Sellerio 1993 pp. 9-13.

Lilith Moscon:

Valeria Luiselli, Dimmi come va a finire, La Nuova Frontiera, 2017, p. 11 e pp. 16-17.

Giulia Orecchia:

Peter Handke, Lied vom Kindsein (Canzone dell’infanzia). Dalla sceneggiatura del film Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders, 1987.

Cristiana Pezzetta:

Ulf Nilsson, Tutti i cari animaletti, illustrato da Eva Eriksson, Iperborea, 2022, pp. 7-16.

Sergio Ruzzier:

Cesare Zavattini, Totò il buono, Bompiani, 1943, pp. 16-17 (della seconda edizione del marzo 1945).

Manuela Salvi:

Jerry Spinelli, La schiappa, Mondadori, 2003, capitolo 2 e 3, pp. 6-9.

    

Il cielo sopra Berlino (Der Himmel uber Berlin), Wim Wenders, Germania, 1987

     

Valentina Pellizzoni ha letto alcuni pensieri di ragazzi e ragazze, scritti durante un laboratorio di scrittura da lei tenuto a partire dal libro Mi ricordo di Joe Brainard, scritto nel 1969 e uscito negli Stati Uniti nel 1970. Brainard lo aveva iniziato mentre era nel giardino di un amico, annoiato e senza materiali per poter disegnare, attività a cui si dedicava da tempo. I Mi ricordo raccolti fanno parte di un progetto di scrittura autobiografica realizzato in alcune classi prime di un istituto tecnico in provincia di Como. I ragazzi e le ragazze che hanno scritto sono per la maggioranza immigrati di prima generazione. Per motivi di riservatezza questi testi non sono qui pubblicabili.