identità

La bambina di vetro

Questa storia, pubblicata per la prima volta in Francia nel 2002, è stata ispirata da Giacomo di cristallo di Gianni Rodari. Gisèle, la protagonista del libro, così trasparente da mostrare a tutti i propri pensieri, a differenza di Giacomo non viene messa in prigione, ma esclusa e costretta a vagare per il mondo alla ricerca di una casa.
La bambina di vetro, scrive Beatrice Alemagna, non “parla di quanto sia potente la verità, ma di fiducia in se stessi e di coraggio”. Doti che tutti coloro che lottano per la vita non dovrebbero mai perdere.

Le vite di Ada

Chi è Ada? La si direbbe una entità misteriosa che viaggia attraverso le epoche e le forme, animate e inanimate. Dapprima prende le sembianze di un organismo marino, quindi di un camaleonte, poi di un mammut, poi di una pietra, poi di un fico. E infine di un essere umano, una bambina, per la precisione. Ed è allora che Ada assume il proprio nome, dalla voce che, improvvisamente e amorosamente, la chiama a se stessa.

C'è questo in me

Quando faccio le elementari, qualche volta capito alla scuola materna dove lavora la mamma. Ho il permesso di andare a vedere i bambini del nido che comunica con la scuola attraverso un corridoio. Aspetto fuori guardando dal vetro fino a quando le educatrici che conoscono la mamma mi fanno entrare. Posso giocare una manciata di minuti con i più piccoli. È un’emozione fortissima stare con quelli che ancora non parlano. Mi sento davanti a un mistero. Vorrei rimanere per sempre.

C'era una volta in Persia

C’era una volta in Persia una ragazza che non aveva mai visto la propria immagine allo specchio, così non sapeva che aspetto avesse. La sua inconsapevole bellezza fa innamorare un ragazzo a tal punto da volerla in sposa. Come nelle migliori leggende, un incipit misterioso è presagio di una serie di avventure, il cui apice è raggiunto dalla fuga della protagonista e dal disperato inseguimento da parte dello sposo.

L'anima smarrita

Un uomo un giorno, in una stanza d’albergo si sveglia e si accorge di avere dimenticato il proprio nome: a poco a poco, il mondo per lui si oscura, perde consistenza, sostanza, colore. Spaventato, allora si rivolge a una anziana dottoressa che gli fa una strana diagnosi: il suo problema è che ha smarrito l’anima. L’unico modo per ritrovarla, gli spiega, è fermarsi, armarsi di pazienza e mettersi ad aspettare. Così l’uomo abbandona tutto e si ritira in una casa isolata e la sua attesa comincia, sua unica occupazione, finché una strana bambina dal viso familiare busserà alla sua porta.

Non ero iperattivo, ero svizzero

Avevo sei anni. Una sera, a casa nostra, arrivò zio Bernard. Dopo cena, io e le mie sorelle ci mettemmo a giocare. Poi loro, che erano più piccole, andarono a dormire, mentre io mi misi a saltare sul divano. Dopo un po’ lo zio mi chiese: «Sei iperattivo?» E io, senza capire: «No, sono svizzero». Cadde quasi dalla sedia dal ridere.

Poesie naturali

Natura amica, nemica, misteriosa, in cui ci immergiamo o che ci fa paura, o che distruggiamo, ma che comunque ascoltiamo, contempliamo, a cui ci paragoniamo, e su cui ragioniamo, fantastichiamo, e che interroghiamo, e con cui parliamo, sentendola viva come noi, e noi parte di lei. Poesie naturali è una raccolta poetica di Alessandra Berardi Arrigoni, illustrata da Marina Marcolin, incentrata sul tema della natura e sul legame profondo fra essa e gli esseri umani. Natura, esperienza fortissima di stupore, paura, amore, incanto, inclusione, esclusione, domande, nell’infanzia. E non solo.

La prima risata

In questo libro Gioconda Belli e Alicia Baladan rielaborano con grande maestria una leggenda che racconta come nacque la prima risata. In una sorta di paradiso terrestre, immaginato come una lussureggiante e misteriosa foresta tropicale, i protagonisti si accorgono di essere il primo uomo e la prima donna e cominciano a giocare, felici, con le piante e gli animali intorno a loro. Una storia sulla generosità e la natura, in cui ogni cosa, attraverso parole e immagini meravigliose, diventa luce, gioia e colore.

Rosmarino

Per il suo compleanno Rosmarimo riceve una bacchetta magica. Una bacchetta magica? Le sarebbero piaciuti di più un paio di pattini a rotelle. Ma purtroppo il regolamento delle fate non li permette. «E se poi cadi e ti sanguina il naso?» le dice la mamma. «Non è un bello spettacolo, per una fata». Sì, Rosmarino è una fata ma della fata ha ben poco: più di ogni altra cosa, infatti, desidererebbe essere una strega perché per lei le fate sono dannatamente noiose.

Sangue dal naso e altre avventure

Un meraviglioso diario di bordo da un’infanzia anni Settanta in Germania Est, fra proteste studentesche, condominii labirintici, nonni matti, usanze campagnole, abitudini cittadine, feste da ballo, gatti spiaccicati, previsioni meteorologiche, fiori finti, galline, programmi tv, cimiteri, acque inquinate, strani ranocchi, brutti occhiali e nasi tappati. L’impareggiabile umorismo di Nadia Budde per percorrere un viaggio a ritroso nel tempo attraverso ricordi olfattivi e non, lungo la giungla dell’età dell’oro fino alla caduta a precipizio verso la sconosciuta Terra dell’età adulta.