Nel libro In alto mare, Elisabetta Mitrovic, illustratrice naturalistica specializzata in educazione ambientale e divulgazione naturalistica, racconta il progetto Life Conceptu Maris, trasformando dati scientifici, specie e storie del Mediterraneo in immagini chiare, suggestive e immediate, pensate per un pubblico curioso di bambini e ragazzi, genitori, insegnanti, bibliotecari.
Il volume non si limita a descrivere cetacei, tartarughe e uccelli marini, ma racconta anche come vengono studiati e la complessa ecologia del mare aperto. In alto mare fa parte della collana PiNO, nata nel 2016, e che quest’anno compie dieci anni.
Questo articolo riprende un’intervista a Elisabetta Mitrovic di Francesco Tomasinelli, di Triton, per il sito di Life Conceptu Maris.
[di Elisabetta Mitrovic]
Io soffro il mal di mare, da quando sono piccola. Ma questa forte sensibilità non mi ha costretta a rinunciare alle esperienze di navigazione. Anzi, durante i miei viaggi in mare, proprio per gestire il problema, ho sempre navigato guardando l’orizzonte. Fuori, aspettando che succedesse qualcosa.

Il mio sguardo è sempre stato rivolto soprattutto agli uccelli marini, una mia grande passione. Ho fatto tanti viaggi in mare per raggiungere le isole dove vanno a nidificare.
Ho cominciato ad avvicinarmi al mondo dei cetacei quando, circa trent’anni fa, ho conosciuto Antonella Arcangeli. Al tempo eravamo ragazze, con grandi idee ed entusiasmo, con la voglia di conoscere, ma soprattutto sensibilizzare adulti e bambini nei confronti dell’ambiente e della sua conservazione.
In quegli anni il grande movimento ambientalista era in fermento, nascevano tante nuove aree protette e il sistema INFEA (la rete di Informazione, Formazione ed Educazione Ambientale del Ministero dell’Ambiente e il Ministero dell’Istruzione).
All’inizio, dunque, ho conosciuto il mondo dei cetacei attraverso lo sguardo di Antonella che, già al tempo dell’università, lavorava allo studio dei Tursiopi sulle coste sarde.
Le nostre strade professionali, poi, si sono separate, avendo ognuna seguito le proprie passioni: per me il disegno e il lavoro con i bambini in progetti di educazione ambientale; per lei la ricerca in ambito nazionale.
Ma i miei viaggi in mare, a quel punto, sono sempre stati accompagnati dalla curiosità verso quella grande “tavola blu”, in cerca anche delle fugaci apparizioni di pinne e code di delfini, stenelle e capodogli, definiti ormai “i cetacei di Antonella”.

Questo libro, dunque, nasce proprio delle nostre esperienze lavorative. Collaboro da qualche anno con la casa editrice Topipittori, specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi, che porta avanti una propria ricerca nell’ambito dell’editoria di settore, con una forte attenzione alla qualità estetica, narrativa ed educativa dei volumi. La casa editrice considera il libro come strumento di conoscenza, gioco ed educazione — non solo per sviluppare competenze cognitive, ma anche per favorire immaginazione, emozioni e osservazione del mondo.

In particolare, la collana PiNO (ovvero Piccoli Naturalisti Osservatori) propone libri dedicati alla scoperta e all’osservazione della natura (indicativamente per lettori e lettrici dai 7 anni in su). Ogni volume è pensato come uno strumento di esplorazione e osservazione, con un formato che richiama il taccuino di campo e invita i giovani lettori a osservare, capire e annotare ciò che vedono. La forza della collana sta nel fatto che non spiega soltanto, ma invita a guardare davvero, a rallentare, trasforma il libro in uno strumento attivo di relazione con la natura.

Anche questa volta l’invito che faccio personalmente a bambine e bambini, ma anche agli adulti che li accompagnano, è: disegni con me? Siamo osservatori naturalisti, siamo scienziati, non artisti. La ricerca dei colori, il segno e il disegno (per documentare insieme colori, forme, pattern, movimenti) saranno il linguaggio che abbiamo a disposizione per spiegare agli altri cosa stiamo vedendo, se necessario utilizzeremo anche le parole per descrivere, (anche le fotografie) e strumenti per misurare (quindi i numeri per contare, calcolare).

Dunque, la ricerca coordinata da Antonella Arcangeli, in atto da diversi anni, ci è sembrata particolarmente interessante per creare un nuovo titolo della PiNO. Così, ho cominciato a seguire il lavoro dei ricercatori, per conoscere da vicino i loro strumenti di bordo, i dati raccolti, le specie studiate. I miei libri non sono fatti solo di disegni e parole, ma spesso sono accompagnati da fotografie. Prendo questi scatti durante le mie osservazioni in natura, già ragionando su come potrebbero creare composizioni ad hoc che mi permettano di spiegare nei libri le mie esperienze e il mio punto di vista sulle cose. In questo caso, alcune delle fotografie sono state realizzate proprio da Antonella durante i viaggi di monitoraggio.
A volte in un’immagine è stratificato tutto quello che ho visto in osservazioni di due ore, di una stagione, di una giornata.
Per questo libro ho voluto rappresentare gli animali per come vengono visti quando sono in mare, ma anche come sono per intero. Proprio per avvicinare il più possibile il lettore agli esemplari che potrebbe avvistare mentre si trova su una barca in mezzo al mare.

Interpretare l’ambiente vuol dire saper raccontare, illustrare ciò che in quel momento non si vede, ma c’è o c’è stato. Ma è anche mettere in azione chi ti ascolta o ti legge, per fare esperienza di quel luogo e delle specie che lo abitano, per entrare in relazione con esso. Mi sono formata nel contesto delle ricerche educative del WWF Italia degli anni Novanta e inizi del 2000, dove il metodo educativo della Earth Education veniva utilizzato per accompagnare adulti e bambini, mirava a creare esperienze significative per connettere le persone con il patrimonio naturale e culturale, promuovendo una maggiore comprensione e apprezzamento dell’ambiente.
Per mia esperienza questo distacco dalla natura non si è ridotto, anzi è probabilmente cresciuto. Molti sicuramente sono attratti dagli ambienti naturali per motivi legati al benessere che la natura ci regala, ma oggi la cultura naturalistica in Italia è ancora tutta da costruire.
Il fatto che utilizzi fotografie nelle mie narrazioni mi permette di raccontare la natura come un oggetto reale, vero, non immaginato, dove anche il lettore può facilmente riconoscere un ambiente naturale, a volte anche un luogo. È un po’ come se il libro nello zaino diventasse un interprete che aiuta a imparare dove, come e cosa guardare, a documentare le proprie osservazioni, ma anche a saper aspettare. In questo caso, chi aprirà il libro avrà accanto lo sguardo dei ricercatori che in questi mesi mi hanno raccontato le loro esperienze e le loro conoscenze. Perché in natura succedono un sacco di cose, l’importante è essere nel posto giusto nel momento giusto, con lo strumento giusto, un momento perfetto.

In ogni mio libro e in tutti i PiNO si cerca di divulgare e trasmettere il metodo scientifico, dove lo sguardo di diversi scienziati e artisti contribuiscono a insegnare come osservare il mondo, come farsi delle idee e come confrontarle con gli altri, dove il “cosa” da osservare è l’ambiente naturale che ci circonda (tutti gli esseri viventi e inerti e tutte le relazioni che ci sono tra di loro), sulla spiaggia, lungo un sentiero di montagna, dal ponte di una nave.
Da un po’ di anni sperimento con bambine e bambini di diverse età il disegno naturalistico. Ma proprio in queste ultime settimane, con un gruppo di piccolini tra i 4 e 5 anni, che hanno potuto fare una incredibile esperienza di navigazione in mare, ho sperimentato, accompagnata e supportata dalle loro educatrici, la realizzazione di un’opera collettiva. Un unico grande mare, sul quale ragionare e porsi domande insieme, facendo ipotesi e trovare definizioni condivise.

Siamo partiti dall’osservazione e l’utilizzo del cianometro, con cui abbiamo cercato il colore, contrattando e costruendo il colore acquoso. I bambini stendono insieme il colore, imparando dal gesto di una disegnatrice esperta, ma poi lasciati fare in autonomia. Abbiamo osservato i pattern delle onde, per poi sperimentare con matite e pastelli a cera i segni per descrivere le creste, la spuma, le forme delle onde.


Un mare che poi si popola di berte maggiori e minori, avvistate durante la navigazione e raccontate e descritte dai bambini ma anche confrontando le illustrazioni naturalistiche del libro e i manuali scientifici.


I libri della collana PiNO hanno un grande successo perché parlano ai bambini (e agli adulti) come esploratori del mondo, non come semplici lettori. Non sono libri zeppi di nozioni, ma invitano a osservare con attenzione, a porsi domande, a non dare per scontata la natura che ci circonda. I bambini negli ultimi anni sono cambiati, è cambiato il loro modo di apprendere e di relazionarsi con la conoscenza, hanno a disposizione in qualsiasi momento tante informazioni. Il formato da taccuino, le illustrazioni accurate e il linguaggio chiaro, ma mai semplificato, rendono ogni libro uno strumento attivo, da portare all’aperto e usare sul campo. Come se un naturalista fosse accanto al lettore e lo accompagnasse a guardare e a ragionare in modo scientifico.
Saper attendere, anche annoiandosi, è la più grande strategia dei naturalisti. Saper aspettare, ma anche saper tornare a casa senza aver visto nulla. Un dato importante, che potrebbe voler dire che non c’era effettivamente nulla in quel giorno, in quel luogo, ma lascia comunque aperta la possibilità, direi anche la speranza e la voglia, di aspettare e osservare ancora.
In un tempo in cui tutto è veloce e mediato dagli schermi, la PiNO propone un’esperienza lenta, concreta e curiosa, che restituisce valore allo sguardo, all’esperienza diretta e al piacere di conoscere attraverso l’osservazione. Ogni pagina è una sorta di finestra che si apre sul mondo, rivelando lo sguardo di chi disegna, e nel caso di In alto mare anche di chi fa ricerca, raccoglie i dati, monitora e studia i cetacei nei nostri mari.
Il libro sarà distribuito da fine maggio, come tutti gli anni. È all’inizio dell’estate, infatti, che escono i nuovi titoli della PiNO, per accompagnare adulti e bambini nei giorni lenti dell’estate, quando fuori dalla routine di tutti i giorni ci si prende tempo per andare e stare in natura. Una data molto attesa da librai, bibliotecari, genitori e tutti gli appassionati di questa bellissima collana.
