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Anni in tasca graphic

Gina, il 25 aprile

Gina è bravissima a “contare le storie". Come quella volta che a otto anni dall’Appennino modenese partì con la mamma per andare a Firenze, dove l’avevano presa a lavorare. Un’avventura grande, con i bombardamenti, i tedeschi, e il rischio di perdersi. Ma Gina, pur fra tante paure, cresce.

Ancora Gina cammina

[di Lorenzo Sartori]

Non ero vicina al nonno Francesco mentre lui moriva, ma non faceva alcuna differenza. La sua morte era lì dentro di me, mi aveva raggiunto dove io ero io e mi faceva male in un modo che ancora non sapevo potesse fare così male.

Il nonno mi era morto, era morto a me. Se n’era andato e mi aveva lasciato indietro, e non si girava a cercarmi. Non mi aspettava, e io ero lì sul sentiero, da sola.