Creare un paesaggio immaginario.
Ovvero un laboratorio presso la Scuola Radice di Carpi
[di Eleonora Cumer]
Ovvero un laboratorio presso la Scuola Radice di Carpi
[di Eleonora Cumer]
di Daniela Iride Murgia, 2018
20,00 | Acquistalo su Topishop
Marcel è un bambino per certi aspetti assai comune: preferisce la cioccolata ad ogni altro tipo di alimento, reinventa il mondo a partire da qualsiasi oggetto reale e riesce magnificamente ad impiegare il tempo perso.
Santuario Mobile è il contenitore, virtuale e reale, dell’Archivio Dipinto della Memoria di Franco Biagioni, che dipinge su piccole tavole di legno la storia della nostra epoca. L’Archivio, curato da Simonetta Bellotti, conta oggi 230 opere: le Tavolette, che narrano gli eventi, affiancate da una collezione di Santini dedicata alle persone, o ai personaggi, che hanno popolato il nostro immaginario.
[di Simonetta Bellotti]
di Maria Lai e Gioia Marchegiani, 2017
16,00 | Acquistalo su Topishop
Venerdì, 22 febbraio, a Roma, Presso Palazzo delle Esposizioni, ha inaugurato la mostra Natura in tutti i sensi, a cura del Laboratorio d’arte in collaborazione con Topipittori.
[di Ninamasina]
«E a voi, piace la neve?» Questa è la domanda che faccio di solito ai bambini, dopo essermi presentata brevemente, prima di iniziare la lettura del libro Questa notte ha nevicato. Per sciogliere il ghiaccio insomma. Con gli occhi luccicanti, la risposta è sempre un corale «Siiiiiiiiiii!!», mentre sorridono anche gli adulti che sono rimasti nella stanza con noi.
Il lato selvaggio delle parole è un progetto di lettura a cura di Elena Turetti e Marco Milzani, rivolto alle classi della primaria, voluto da Solco Camunia e realizzato con la cooperative sociali: Arcobaleno, Azzurra, La Casa del Fanciullo, Il Cardo, Il Leggio e la Pia Fondazione di Valle Camonica e Il Sistema delle Biblioteche di Valle Camonica.
[di Elena Iodice]
Mi serve distacco per raccontare le cose. È passato quasi un mese dal Tuttestorie – Festival di Letteratura per Ragazzi e ancora le emozioni non si sono placate. Tornano, ogni giorno, infilandosi tra gli impegni e le incombenze, deviando i sogni, aggiustando i progetti o suggerendone di nuovi. Perché è così: ho l’impressione, netta e fortissima, che quell’esperienza mi abbia cambiata.