Oggi riportiamo l'intervento di Janna Carioli, durante la serata Definisci bambino di cui abbiamo scritto qui sul blog settimana scorsa.
Per definire “bambino” ho cercato sul vocabolario Gabrielli (2008) della lingua italiana che dice:
«bambino: essere umano di sesso maschile (le femmine non sono contemplate) nel periodo che va dalla nascita fino alla fanciullezza (circa 10-12 anni)».
Insomma, qualcosa di provvisorio!
Io ho lavorato a lungo con i bambini e mi sento dalla loro parte, ma non li santifico, perché ci sono anche bambini e bambine antipatici:
Quelli che sanno sempre tutto
come i grandi.
Quelli che fanno la spia
come i grandi.
Quelli che sono vigliacchi
come i grandi.
Quelli crudeli con gli animali,
come i grandi.
Quelli, insomma
che imparano dai grandi!
Perché i bambini hanno uno sguardo libero sul mondo.
Cercano… scoprono… e a volte non scoprono gli esempi migliori.
Col mio lavoro di scrittrice, cerco di aiutarli a uscire da questo periodo provvisorio senza troppi danni. Non farlo sarebbe come rinunciare al futuro.
E ai bambini e alle bambine che in questo momento sono coinvolti nelle guerre scrivo tre lettere.

Illustrazione inedita di Beatrice Alemagna pubblicata in Alfabeto Alemagna, Topipittori 2023.
BAMBINI CHE SCRIVONO A BAMBINI
A QUELLI DI 3 ANNI AL DI LÀ DEL MARE
Il pescecane ha la cuccia nel mare.
Il pesce gatto non sa miagolare.
Il pesce flauto non vuole suonare.
Il pesce palla non può rimbalzare.
Il pesce spada va a fare la guerra,
senza di me perché sto sulla terra.
A UN BAMBINO NEMICO DI 6 ANNI
Bambino nemico, lo so che sei nato
dall’altra parte del filo spinato.
Siamo due mondi con un solo sole
siamo due lingue e stesse parole.
Siamo due bimbi, uguali sorrisi
e non capiamo perché siam divisi.
Ma mentre i grandi si fanno la guerra
per conquistare un pezzetto di terra
noi giocheremo, facendo attenzione
che il filo spinato non buchi il pallone.
A QUELLI DI 9 ANNI CHE SCAPPANO DALLA GUERRA
(edita in Il cammino dei diritti, Fatatrac)
Lo so che la guerra
non è un videogioco
si muore per sempre,
non solo per gioco.
Lo so che fuggire
ti dà tanto dolore
la casa… il tuo cane…
sono strappi del cuore.
Lo so che il mio aiuto
è solo un granello
ma vieni, ti aspetto,
ho il letto a castello.