pedagogia

Contro il politicamente corretto nella letteratura per ragazzi

Siamo molto contenti di pubblicare questo post, per gentile concessione di Ana Garralón apparso sul blog anatarambana literatura infantil. Gli episodi segnalati in questo scritto non riguardano solo la Spagna, ma anche, come ben sappiamo, l’Italia, la Francia, gli Stati Uniti eccetera. Perché le reticenze e le paure che interessano il campo educativo e l’istruzione sono fenomeni globali, conseguenze di una situazione sociale, politica e culturale che travalica i confini.

La sfida più difficile

[di Valentina Pellizzoni]

È iniziata più o meno così:

- Ma sei ancora lì davanti?

- La finisci di rompere?

- Non ti pare di esagerare? Ci stai tantissimo davanti alla Play.

- Non è vero! E poi anche tu ci stai tanto.

- Ma quando?

- Vabbè non giochi alla Play ma stai tutto il giorno a giocare col computer!

- Io giocherò al computer, ma se voglio smetto.

- See…

- Sì! Posso smettere, anzi smetto ora! Per un mese non tocco un gioco elettronico.

- Vediamo.