Dal chiasso alla parola/ 5. Parole come semi

Per tutto il mese di giugno, la libreria Radice-Labirinto ospiterà le tavole di Marina Marcolin per le poesie di Silvia Vecchini,Poesie dellanotte, del giorno e di ogni cosa intorno. E tutto il mese di giugno saràdedicato dalla libreria alla poesia. Il programma della giornata disabato, 31 maggio, Semi e parole, è ricchissimo: sicomincia alle 10 e si finisce alle 18 e 30. Lo trovate qui.Alle 16.30, del31, vi segnaliamo Il desiderio è un seme,laboratorio per bimbi dai 6 anni, a cura di MarinaMarcolin e Silvia Vecchini.

Mi piace partiredall’inizio.
E secondo me l’inizio sta nel fatto che dapiccola ho avuto qualche difficoltà a parlare. In prima elementare,tanto per fare un esempio, mi misero accanto a una bambina molto piùspigliata di me. Io le dicevo una cosa all’orecchio e lei parlavaal posto mio. È andata avanti così per un po’.

Se poi dovevo dire qualche cosa di molto importante, la cosa sicomplicava. Ho il preciso ricordo di quando, scoperto il registratore,pigiavo il tasto REC in camera mia, parlavo, pigiavo il tasto STOP,riavvolgevo con il tasto REW e poi portavo il registratore in cucina,dai miei, spingendo il tasto PLAY e scappando via mentre loro ascoltavanoil mio messaggio in differita. Certo, era anche un gioco. Ma non deltutto.

Che cosa c’entra questo con i laboratoridi scrittura e di poesia che svolgo con i bambini?
Pocoper gli altri, molto per me.
Scrivere, tirar fuori leparole, spesso non è facile. Anche per i bambini che invece sarebberocosì generosi nel condividere i propri pensieri. Scrivere a voltesomiglia troppo a un compito.
E poi, quando i laboratorisono una tantum e non tracciano un percorso,può esserci un po’di imbarazzo. Quindi, i bambini hanno tutte leragioni per partire in sordina o con sospetto.
E allora,innanzitutto, quando incontro i bambini a scuola, in biblioteca o inlibreria, mi piace accoglierli in modo che si trovino a loro agio.

Schizzo di Marina Marcolin, durante lalettura-laboratorio
presso Libreria Cuccumeo, Firenze, 13aprile.

Seè possibile, non scriviamo a un tavolo. Se si sta all’aperto è ancorameglio. Di solito offro sempre colori, matite, acquerelli, pennelli, inmodo che possano anche disegnare mentre aspettano l’idea giusta o chetutti abbiano terminato l’attività.

Mi piace aprirel'incontro con una lettura, spesso con un libro illustrato. Da quandoho scoperto Dentro me, utilizzo questoviaggio misterioso come l’augurio di scoprire, durante la scrittura,qualche cosa di noi che ancora non sappiamo. Che si tratti di un orco, unanuvola, una roccia o un arcobaleno.
Per il laboratorio su Poesie della notte, del giorno, di ognicosa intorno ho scelto di preparare una tenda,un rifugio provvisorio, di quelli che i bambini approntano in casa concoperte, cuscini, seggiole. Nel libro c’è una poesia dedicata a questogioco e partiamo proprio da lì.
In questo luogo riparato,intimo, facciamo conoscenza e iniziamo a leggere. Poi propongo loroun’attività con dei piccoli oggetti: può essere un oggetto a loroparticolarmente caro e che chiedo loro di portare da casa, ma anche unoggetto casuale che troviamo svuotando le tasche, oppure un piccolo giocopescato tra quelli che ho portato io da casa.
Naturalmentenon chiederò loro di scrivere una poesia.
Do a ciascunbambino un balloon ritagliato in modo che possano farparlare l’oggetto, sentire la sua voce.

Inquesta fase, il fatto di stare un poco scomodi, di scegliersi la propriaposizione, di non far troppo caso agli scarabocchi, alle prime frasilasciate a metà, è un sollievo. Scriviamo innanzitutto per noi. Nonsarà perfetto, ma proprio per questo andrà benissimo.
Inpoco tempo, scendiamo un po’ più nel profondo e ci concentriamosu un’emozione in particolare.

Cosa sente, cosaprova, cosa pensa o cosa vorrebbe fare l’oggetto che ci è toccato insorte?
Proviamo a scrivere anche quello. Se abbiamo tempo,passiamo dalla prosa ai versi. Eliminiamo parole, concentriamo il tutto,proviamo a sentire la musica dei suoni e delle pause.
Dopoaver assegnato uno stimolo alla scrittura, si lavora in silenzio,ci si aspetta e poi si condivide liberamente. C’è chi scalpita echi frena. Alla fine tutti o quasi lo fanno.
Ma la cosainteressante non è quasi mai il prodotto della scrittura (anche sei bambini scrivono spesso cose straordinarie) quanto il clima che sicrea nel cercare di scrivere.
L’oggetto fa da schermo mai bambini raccontano se stessi.
Dentro questo tentativo, inquell’attenzione concentrata, in quel silenzio ricco di possibilità,mentre scegli la strada da prendere per dire qualcosa di tuo, sta ildivertimento e l’occasione.

La scrittura è unesercizio di libertà e insieme un esercizio di riconoscimento perchéquello che scrivi ti rappresenta. E farlo insieme, iniziare per gioco,avere qualcuno che ascolta e ti ringrazia per quello che hai condiviso,ai miei occhi è come dare a ciascuno un registratore perché lo facciascendere giù, dentro, possa premere REC, catturare qualcosa, fosseanche una frase che gli somiglia e riportarlo fuori. Pigiare insiemePLAY e sentire che effetto fa.
Il prossimo appuntamento conPoesie della notte, del giorno, di ogni cosa intornosarà a Carpi il 31 maggio all’interno dell’iniziativaSemi e Parole.

Per questoincontro, io e Marina Marcolin (che disegnerà eguiderà i bambini nella parte dedicata all’illustrazione deitesti) abbiamo preparato una tenda e un’attività speciale. Cisaranno fili d’erba, fiori, chiocciole, api, sassi, coccinelle. Eparole come semi.

Si parla sottovoce, siscrive come viene
si dice un poco, il resto sitrattiene.
Va bene stare scomodi,
è soloper provare,
tirar fuori le parole
non saimai come fare.
Ci vuole un apriscatole,
unachiave a stella,
poi basta una frase
e seiproprio tu, sei quella.



Le immagini di questo post, realizzate daTeresa Porcella, sono state prese durante l'incontro del 13 aprilescorso, presso la libreria Cuccumeo, a Firenze: una lettura-laboratoriocon Silvia Vecchini e Marina Marcolin, a partire dal libro Poesia della notte, del giorno, diogni cosa intorno.

Gli altri post della rubrica Dalchiasso alla parola li trovate qui:
Dal chiasso alla parola/1. CarlaMelazzini
Dal chiasso alla parola/2. Ilbianco che resta sulla carta
Dal chiasso alla parola/3. Nell'aula silenziosa della mente
Dal chiasso alla parola / 4. Nel grandemistero


Locandinadell'incontro, Libreria Cuccumeo, Firenze, 13 aprile2014.