Per il ciclo di interviste dedicato alle Case dei Topi, a cura di Beatrice Bosio, oggi parliamo con Serena Zocca, Elena Gaddoni e Gianluca Guidomei della libreria Viale dei Ciliegi 17 di Rimini. Qui trovate le altre interviste alle nostre librerie fiduciarie: Libreria dei Ragazzi di Sarzana; libreria Pel di carota di Padova; Nuova Editrice Berti di Parma; libreria L’Altracittà di Roma; librerie Lo Stregatto di Locarno e Leggiamo di Fanano; libreria Fantasia di Bergamo; libreria Castello di Carta di Vignola; libreria Controvento di Telese Terme; libreria Casa sull’albero di Arezzo; libreria Mutty di Castiglione delle Stiviere; libreria Piccoloblu di Rovereto; libreria MarcoPolo di Venezia; libreria Radice-labirinto di Carpi; Libreria Svoltastorie di Bari; Libreria (e festival) Tuttestorie di Cagliari; Libreria GiraeVolta di Jesi; Libreria Momo di Ravenna; Libreria Gli anni in tasca di Pisa; Libreria Farfilò di Verona; Libreria degli Asinelli di Varese; Spazio Libri La Cornice di Cantù; La tana del Bianconiglio di Maerne di Martellago; La Pazienza Arti e Libri di Ferrara; Testolinee Libreria dei Ragazzi di Manduria; Libreria Aribac di Milano; 365 storie di Matera; Libreria Dudi di Palermo; Libreria Trame di Bologna; Libreria Punta alla Luna di Milano; Libreria Baobab di Porcia.
[di Beatrice Bosio]
Mi raccontate brevemente la vostra libreria?
Viale dei Ciliegi 17 è specializzata in libri per l’infanzia e per ragazzi dagli 0 ai 16 anni; nel corso del tempo è nato anche un settore di giochi, dai primissimi in stoffa a quelli di società per gli adolescenti. Oltre al lavoro con l’utenza privata, per la libreria è molto importante il rapporto con il mondo della scuola, con proposte di laboratori, attività di promozione della lettura e collaborazioni varie, al centro delle quali ci sono sempre i libri.
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Cosa studiavate a Bologna?
Alice è laureata in Scienze dell’Educazione, Elena in Lettere e Filosofia, Serena in Lettere e Filosofia con indirizzo in Discipline dell’Arte.
Il nome della libreria è un evidente omaggio a Mary Poppins: come mai avete scelto questo personaggio e che significato ha per voi l’indirizzo della famiglia Banks?
Abbiamo pensato che il personaggio di Mary Poppins si addicesse all’estetica dal gusto inglese della nostra libreria; in più è un’educatrice, un po’ strega, salta nei quadri, riesce a entrare in luoghi fantastici e attacca le stelle in cielo con la colla. Ci piaceva anche l’equivoco dell’indirizzo come nome evocativo e un po’ enigmatico.
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Quali ragioni vi hanno spinte ad aprire la libreria proprio a Rimini? E com’è il territorio dal punto di vista culturale?
Rimini ci è sembrata la scelta migliore allora, e adesso per fortuna possiamo dire di averci visto bene.
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Avete incontrato qualche difficoltà all’inizio? Ci sono delle realtà del territorio, oltre alle scuole, con le quali vi siete confrontate e avete collaborato negli oltre vent’anni di esercizio? Avete preso parte o promosso progetti che sono per voi particolare motivo di orgoglio?
Da Viale dei Ciliegi 17 è nato nel 2008 Mare di Libri – Festival dei ragazzi che leggono, che quest’anno vedrà la sua diciannovesima edizione e per tanti anni ha affiancato, ma con amministrazione e gestione separate, la vita della libreria e le iniziative sul territorio. Da qualche anno la libreria non gestisce più la manifestazione per precise scelte di vita e lavorative. In generale, però, il nostro intento è sempre stato quello di curare i rapporti con le singole persone perché crediamo che una libreria specializzata abbia senso se in grado di fidelizzare i suoi giovani lettori e gli adulti che stanno loro intorno. Ciò che ci rende fieri è il cliente che torna perché gli abbiamo consigliato il libro giusto per un regalo; il bambino che ci consegna il disegno della sua libreria preferita e che custodiamo come un tesoro; la persona che passa da noi perché in Viale dei Ciliegi 17, a suo dire, si respira un’aria buona; sapere che per i riminesi siamo un luogo di incontri, chiacchiere e possibili collaborazioni; contribuire a fare rete per la crescita culturale della città. Quindi, ecco, più che ricordare singoli progetti, siamo contenti di mettere a disposizione dei nostri utenti, sempre e comunque, la nostra più ampia disponibilità e gentilezza.
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A proposito dei clienti, chi frequenta a grandi linee Viale dei Ciliegi 17? E cosa contraddistingue un buon libraio secondo voi, oltre a disponibilità e gentilezza?
È difficile definire un buon libraio. Crediamo molto nell’ascolto del cliente, senza il quale disponibilità e cortesia potrebbero risultare un mero atteggiamento di facciata. Da parte nostra cerchiamo di essere sempre preparati, leggendo molto, cercando idee, valutando le novità e tenendo ben presente cosa ci piace valorizzare. Abbiamo ognuno il proprio gusto, ma condividiamo la stessa costanza nel presentarci pronti, aggiornati e propositivi. Può sembrare un concetto scontato, ma un buon libraio è sempre anche un bravo commerciante.
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Quali letture vi hanno particolarmente segnati, da piccoli e da adulti, tanto da spingervi a fare dei libri il vostro mestiere?
Di sicuro sulla nostra decisione di fare dei libri il nostro mestiere ha influito la scoperta di un mondo popolato di storie da ogni dove, così ricco, sorprendente e per molti aspetti innovativo. L’amore per le storie viene prima di tutto. In un bel romanzo di Christopher Morley, pubblicato qualche anno fa da Sellerio, si dice: “Quando si vende un libro a una persona, non gli si vendono soltanto dodici once di carta con inchiostro e colla, gli si vende un’intera nuova vita” (N.d.R.: Il Parnaso ambulante, Christopher Morley, Sellerio, 2022).

Leggere tanto, aggiornarsi sulle novità, tener presenti i propri gusti ma anche quelli dei possibili lettori: sono queste le azioni che vi guidano nell’assortimento di titoli per la libreria?
A grandi linee sì. Tutto in un grande contenitore che è la curiosità.
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Quali titoli non possono assolutamente mancare da Viale dei Ciliegi 17?
Mammalingua. Ventuno filastrocche per neonati e per la voce delle mamme di Bruno Tognolini e Pia Valentinis (Il Castoro, 2008); Gli uccelli di Germano Zullo e Albertine (Topipittori, 2010) e L’anima smarrita di Olga Tokarczuk e Joanna Concejo (Topipittori, 2018) – che ben conoscete; La scimmia dell’assassino di Jakob Wegelius (Iperborea, 2020); Viola Giramondo di Stefano Turconi e Teresa Radice (Bao Publishing, 2020); Reginald e Tina. Siamo in un libro! di Mo Willems (Il Castoro, 2012); Le bambine di solito non salgono così in alto di Alice Butaud (La Nuova Frontiera Junior, 2022); Bee Bee la pecora astuta di Mark Smmerset (Valentina Edizioni, 2015).


Quali titoli, invece, hanno venduto di più nel corso della storia della libreria?
Di gran lunga il già citato Mammalingua, ma anche L’uccellino fa... di Soledad Bravi (Babalibri, 2005) e il romanzo Ribelli in fuga di Tommaso Percivale (Einaudi Ragazzi, 2013).
Perché secondo voi questi libri hanno riscosso tanto successo?
Per quanto riguarda Ribelli in fuga, è un romanzo che tutti e tre consigliamo da sempre, è un’avventura appassionante, una storia con protagonisti che praticano lo scoutismo (raro da trovare) e racconta un momento della storia dell’Italia poco affrontato nei libri per ragazzi: il fascismo e la dittatura prima delle leggi razziali, la guerra e la tragedia di un intero paese.

Per quanto riguarda il catalogo Topipittori, di cui la vostra libreria dispone interamente (o quasi) in quanto Casa dei Topi, avete dei titoli preferiti, oltre ai due già citati?
Serena adora La voliera d’oro di Anna Castagnoli e Carll Cneut (Topipittori, 2015), perché le ricorda i quadri fiamminghi. Elena consiglia Uffa. Come sono andate veramente le cose di Anke Kuhl (Topipittori, 2023) per la sua ironia centroeuropea. Gianluca è indeciso tra due autobiografie “in tasca”, ovvero Un albero, una gatta, un fratello di María José Ferrada (Topipittori, 2019) e Quando arriva la musica di Ilaria Tagliaferri (Topipittori, 2025) – non riesce proprio a scegliere.

La libreria è una sola, ma i librai che ci lavorano tre, ciascuno col proprio sguardo, i propri gusti, le proprie esperienze. Come vi distribuite il lavoro a seconda delle vostre diverse inclinazioni?
Cerchiamo di essere sempre tutti e tre presenti in libreria, nel limite del possibile, a disposizione dei clienti per consigli e vendite. Ci sono dei compiti che ci dividiamo a seconda delle rispettive esperienze e abilità: Elena si occupa della parte amministrativa e segue i progetti della scuola primaria; Serena segue la scuola dell’infanzia, essendo la più preparata per quanto riguarda gli albi illustrati e la progettazione e realizzazione di laboratori con le classi; Gianluca si occupa delle scuole secondarie di primo e secondo grado, delle biblioteche e delle consegne. Una suddivisione più “umile” e scherzosa potrebbe essere: segretaria, atelierista/vetrinista e facchino. Ovviamente poi ci sono le questioni pratiche di tutti i giorni che proviamo a risolvere a turno, o a chi capita, o insieme. Ci distribuiamo il lavoro e manteniamo un buon equilibrio.

Quali aspetti, invece, vi accomunano?
Ci accomuna la disponibilità nei confronti degli altri e, come detto a inizio conversazione, l’idea che questa, insieme alla serietà sul lavoro, siano il nostro primo dovere. Ci accomuna anche la predisposizione per la cura del luogo in cui lavoriamo, nel rispetto di noi stessi e delle persone che scelgono di rivolgersi a Viale dei Ciliegi 17.
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A proposito della cura del luogo, mi descrivete lo spazio della libreria? Ogni quanto cambiate l’allestimento delle vetrine e quali sono state le più particolari?
Per quanto riguarda l’allestimento delle vetrine, cerchiamo di cambiarlo ogni mese, e ci piace aggiungere giochi antichi da collezioni private. Una volta, per esempio, abbiamo allestito una bellissima vetrina sul tema della notte, con letti di diverse epoche prestati da un collezionista; un’altra volta, tema il bagno, abbiamo recuperato arredi dei bagni di varie epoche. O ancora, nel 2024, per festeggiare i vent’ anni della libreria, abbiamo proposto ai bambini e ragazzi nostri clienti più affezionati di immaginare una loro personale vetrina: a turno sono venuti ad allestire insieme a Serena e hanno firmato la loro vetrina della settimana. Da allora ognuno di loro possiede una tessera che li qualifica “ciliegina per un giorno”. Al momento in una delle vetrine c’è un piccolo albero con le vostre cartoline Venti buone ragioni per ascoltare un bambino al posto delle foglie.
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Per quanto riguarda il settore giochi, come scegliete quali proporre e quali sono i vostri preferiti o quelli che raccomandate di più e perché?
Li scegliamo in base al nostro gusto, tendenzialmente in stoffa e/o in legno. Ci piacciono molti i giochi di Londji per la qualità dei materiali e per la grafica sopraffina, e poi sicuramente Maileg con le sue collezioni di topi, conigli e maialini in stoffa, diventati per diversi nostri clienti una vera e propria passione.
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Viale dei Ciliegi 17 ha aperto più di vent’anni fa: com’è cambiata la libreria e come siete cambiati voi in questo arco di tempo? Quali inaspettate sfide siete chiamati ad affrontare oggi?
Come tutte le librerie (e tutti gli esercizi commerciali), Viale dei Ciliegi 17 si è adeguata al mondo che cambia. I librai devono essere attenti e ricettivi nei confronti delle dinamiche commerciali e dell’andamento economico del luogo in cui abitano e lavorano. Ogni città ha una sua storia e delle sue esigenze, quindi avviare un esercizio commerciale è sempre un po’ un terno al lotto, all’inizio. Per quanto ci riguarda, con tanto impegno e buona fortuna siamo riusciti a far apprezzare il nostro gusto alla clientela, e questa è stata una sfida. Tra quelle da affrontare oggi c’è senza dubbio la concorrenza dell’e-commerce, con cui però bisogna convivere, puntando dunque sulla qualità del servizio e sulle competenze: l’arma in più del libraio sono proprio i rapporti personali. E poi, chiaramente, ci sono i problemi economici che su larga scala affliggono il mondo intero.
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Di pancia, una cosa che vi piace moltissimo del vostro mestiere e una che proprio non sopportate.
Tutti e tre non siamo particolarmente avvezzi all’uso dei vari social.
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Viale dei Ciliegi 17 è l’indirizzo di residenza della famiglia Banks, prima ancora che di Mary Poppins. Se doveste identificarvi con uno dei membri, chi sareste e perché (Mary Poppins esclusa, chiaramente)?
È più facile, invece, desiderare di trovarsi in uno degli episodi raccontati nel libro, come quello in cui i due gemelli di pochi mesi (John e Barbara, non presenti nel film) parlano con Mary Poppins e lo stornello e prendono in giro gli adulti per la loro incapacità di dialogare con gli animali.
Ci salutiamo con un’ultima buona ragione che convinca i lettori del blog a passare presto a trovarvi al numero 17 di Viale dei Ciliegi?
Chi ci sceglie lo fa, a suo dire, perché la libreria è molto bella, curata, colorata, piena di libri (particolare oggi come oggi non trascurabile...). E allora a noi librai non resta che impegnarci ogni giorno per cercare di essere all’altezza di questo biglietto da visita per gli occhi.
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